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Fiat 500e, partenza shock negli USA: il 2026 si apre con appena 15 unità

I dati del primo trimestre 2026, attesi per il 30 aprile, diranno se gennaio è stato un caso o no

Fiat 500e Inspired By Los Angeles

La partenza del 2026 per Fiat negli Stati Uniti è di quelle che fanno rumore, anche se i numeri in gioco sono piccoli. A gennaio, secondo i dati di S&P Global Mobility, la Fiat 500e ha trovato appena 15 clienti. Un risultato che, da solo, racconta già molto, soprattutto se confrontato con le 174 unità vendute nello stesso mese del 2025. Il calo è del 91% e fotografa una situazione che per il marchio italiano, oltreoceano, si sta facendo sempre più complicata.

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Fiat 500e ha trovato appena 15 clienti a gennaio 2026 negli USA

In realtà non si tratta di un fulmine a ciel sereno. I segnali di difficoltà si erano già visti chiaramente nell’ultima parte dello scorso anno, quando tra ottobre e dicembre Fiat aveva totalizzato soltanto 84 immatricolazioni complessive negli USA. Un dato molto basso, arrivato nello stesso periodo in cui è venuto meno il credito d’imposta federale per le auto elettriche, scaduto il 30 settembre 2025. Ed è difficile pensare che le due cose non siano collegate.

Oggi il problema è che Fiat, sul mercato americano, si regge quasi soltanto sulla 500e. La 500 a benzina è uscita di scena già nel 2019, mentre la 500X ha ormai esaurito la propria presenza commerciale. Di fatto, resta una sola vettura a rappresentare l’intero marchio. E questo rende tutto ancora più fragile. Nel 2025 Fiat ha chiuso con 1.321 vendite complessive negli Stati Uniti, in calo del 14%, e di queste ben 1.141 erano proprio Fiat 500e. In pratica, l’elettrica ha rappresentato l’86% del totale. Un peso enorme, che però non basta a cambiare il quadro generale: parliamo comunque di volumi quasi invisibili in un mercato vastissimo come quello americano.

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Fiat 500e
Fiat 500e

Il nodo di fondo è abbastanza evidente. La Fiat 500e è una city car elettrica compatta, pensata con una logica molto europea, mentre il mercato statunitense continua a privilegiare auto grandi, spaziose, spesso SUV o pick-up, con autonomie elevate e una versatilità d’uso diversa. La 500e, con la sua batteria da 42 kWh e un’autonomia EPA compresa tra 227 e 240 chilometri, rischia di apparire troppo limitata rispetto a modelli che, a prezzi simili, riescono a offrire molto di più. Basti pensare alla Chevrolet Equinox EV, che arriva a circa 483 chilometri, o alla Tesla Model 3, che supera i 435.

Anche il prezzo non aiuta. Per il model year 2026, la 500e è salita a circa 32.500 euro al cambio attuale, con un aumento di circa 4.700 euro dovuto anche all’effetto dei dazi. In passato, una parte dell’appeal commerciale era legata alla possibilità di sfruttare il credito federale attraverso formule di leasing particolarmente aggressive. Venuta meno quella leva, la 500e si trova oggi a confrontarsi a viso aperto con concorrenti più adatti al mercato americano, e il paragone diventa inevitabilmente più duro.

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Fiat 500e

A questo si aggiungono altri limiti che pesano parecchio: una rete di concessionari molto ridotta, una presenza pubblicitaria quasi invisibile e un formato a due porte che, negli Stati Uniti di oggi, parla a un pubblico molto ristretto. Insomma, la Fiat 500e sembra trovarsi nel posto sbagliato, o quantomeno in un mercato che le somiglia sempre meno.

Per questo motivo, i prossimi mesi saranno importanti. I dati del primo trimestre 2026, attesi per il 30 aprile, diranno se gennaio è stato solo un mese particolarmente debole oppure il segnale più chiaro di una difficoltà ormai strutturale. Di certo, per Fiat negli USA il momento è delicato. E a questo punto la domanda non è più soltanto quante Fiat 500e riuscirà ancora a vendere, ma quale spazio reale abbia ancora il marchio in quel mercato.

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