Da qui al 21 maggio, giorno in cui Antonio Filosa presenterà il nuovo piano strategico di Stellantis, è facile immaginare che attorno al gruppo continueranno a circolare voci, indiscrezioni e interpretazioni. È quasi inevitabile: quando un colosso dell’auto attraversa una fase di transizione così delicata, ogni movimento viene osservato con grande attenzione. E in questo momento il punto più sensibile sembra essere soprattutto uno: l’Europa.
Secondo indiscrezioni Stellantis cerca accordi con produttori cinesi per rafforzare le sue attività in Europa
Nelle ultime ore, infatti, si è tornati a parlare di contatti tra Stellantis e alcuni costruttori cinesi, con l’ipotesi di nuove collaborazioni pensate per rafforzare le attività europee del gruppo. Al momento non ci sono conferme ufficiali, ma le indiscrezioni raccontano di dialoghi avviati da tempo con diversi player asiatici per capire se esistano spazi concreti di cooperazione industriale, produttiva e tecnologica. In altre parole, Stellantis starebbe cercando nuove strade per affrontare una fase che in Europa si sta rivelando molto più complessa del previsto.
Tra i nomi emersi con maggiore insistenza ci sono Xiaomi e Xpeng, due realtà che negli ultimi anni si sono ritagliate uno spazio crescente nel panorama globale dell’auto elettrica. Le ipotesi sul tavolo sarebbero diverse: dalla condivisione di tecnologie e piattaforme software, fino a possibili investimenti in alcuni marchi europei del gruppo. In alcune ricostruzioni è comparso persino il nome di Maserati, dettaglio che da solo basta a spiegare quanto il tema sia sensibile.

Per ora, però, il quadro resta sfumato. Xpeng ha preferito non commentare, Xiaomi non ha risposto, mentre Stellantis si è limitata a una formula prudente, spiegando che il gruppo intrattiene regolarmente confronti con diversi soggetti del settore a livello globale, senza però entrare nel merito delle singole speculazioni. Una linea prevedibile, soprattutto in una fase in cui ogni parola rischia di alimentare ulteriormente il dibattito.
In fondo, il punto centrale non è tanto se queste trattative esistano o meno, ma perché se ne parli con tanta insistenza. E la risposta sta nelle difficoltà che Stellantis sta affrontando in Europa. Se negli Stati Uniti il gruppo continua a puntare con decisione sui modelli a combustione interna, investendo miliardi nei marchi Jeep, Ram, Chrysler e Dodge, nel Vecchio Continente la situazione appare più complicata. Qui la transizione all’elettrico procede a rilento, i costi di trasformazione restano alti, la concorrenza aumenta e alcuni marchi storici del gruppo stanno vivendo una fase di adattamento tutt’altro che semplice.
Fiat, Opel e Peugeot, per esempio, si trovano a dover gestire una trasformazione profonda in un mercato che cambia rapidamente, ma non sempre con la velocità immaginata dai piani industriali. A questo si aggiunge il tema della sovraccapacità produttiva, soprattutto tra Francia e Italia, che rende ancora più delicato ogni ragionamento sul futuro degli stabilimenti e sulla sostenibilità complessiva del business europeo.

Non stupisce quindi che, accanto alle indiscrezioni sui partner cinesi, si sia parlato anche di possibili nuovi equilibri interni tra Europa e Stati Uniti. Su questo fronte, però, è arrivata una smentita netta: non sarebbe in corso nessun progetto di maggiore separazione tra le due anime del gruppo. E forse è proprio questo il punto: più che dividere, Stellantis sembra voler capire come riequilibrare una presenza globale che oggi corre a velocità diverse sui due lati dell’Atlantico.
Antonio Filosa si trova quindi davanti a una sfida molto concreta. Da quando ha assunto la guida del gruppo, il suo compito è stato quello di rimettere ordine in una struttura che arriva da mesi difficili, segnati da una politica di contenimento dei costi discussa, da dubbi sulla strategia energetica e da segnali di debolezza in alcuni mercati chiave. Anche le recenti svalutazioni miliardarie hanno aumentato la pressione su un management chiamato ora a dare una direzione più chiara e credibile.
In questo quadro, la partnership già avviata con Leapmotor rappresenta forse l’esempio più concreto della strada che Stellantis potrebbe voler percorrere: alleanze mirate, focus sull’elettrico accessibile, sviluppo software e presenza più competitiva in Europa. Il 21 maggio dirà molto più delle indiscrezioni. Fino ad allora, però, una cosa è chiara: per Stellantis il vero banco di prova resta l’Europa, ed è lì che si giocherà una parte decisiva del suo prossimo futuro.
