Cento esemplari costruiti a mano. Meno di venticinque ancora in circolazione. Eppure la Fiat 125 Samantha non è mai entrata nell’olimpo delle GT italiane, non ha mai fatto battere il cuore alle folle nei garage show, non ha mai smosso le quotazioni dei collezionisti come avrebbe meritato. Forse perché era troppo razionale per essere romantica.
Vignale la concepì nel 1967 come risposta a un mercato che stava cambiando pelle. I grandi carrozzieri torinesi, abituati a cucire corpi su misura come sarti di via Condotti, si trovavano improvvisamente a fare i conti con la monoscocca di massa. Alfredo Vignale affidò il progetto a Virginio Vairo, designer già collaudato in casa, con un mandato preciso: stile italiano riconoscibile, meccanica Fiat accessibile, prezzo posizionato tra la berlina di serie e le GT di razza. Il risultato fu una coupé fastback a quattro posti con un frontale che ancora oggi toglie il fiato. Quello che non fanno i prezzi e le stime in giro, quando (se siete fortunati) si trova in vendita.

I fari a scomparsa quasi piatti del muso sono stati accostati alla Lamborghini Miura e, con più fantasia temporale, alla Porsche 928. L’aerodinamica del frontale chiuso è fluida, quasi silenziosa. Quando i fari si aprono, l’auto cambia carattere. Due personalità nello stesso cofano. Ricordiamolo, siamo sempre (solo) davanti a una Fiat.
Sotto quel cofano, però, niente esotismi. Motore quattro cilindri bialbero da 1.6 litri progettato da Lampredi, lo stesso della 125S, con circa 100 CV, cambio manuale a cinque marce e trazione posteriore. Velocità massima attorno ai 161 km/h, sospensioni anteriori indipendenti, assale rigido posteriore con balestre, dischi su tutte e quattro le ruote. Niente che facesse tremare le ginocchia, tutto quello che serviva per guidare con soddisfazione.

L’esemplare di Fiat 125 Samantha del 1969 finito recentemente in un’asta su Ebay è un cosiddetto “barn find” in bianco con interni marrone scuro, con ancora sui cerchi originali. Si avvia, dicono, ma non si mantiene acceso. Un invito implicito a una revisione completa del motore.

Il venditore è nel Regno Unito. Il progetto di restauro è aperto. La rarità non si discute. L’asta, attualmente, risulta (probabilmente) finita in un nulla di fatto, conclusa con nessuna offerta.
