in

Stellantis Atessa, nuova procedura di uscite volontarie: previsti 305 esodi

La direzione ha comunicato l’avvio di una procedura di incentivazione all’esodo che coinvolgerà 305 lavoratori

Stellantis Atessa

Nuova riduzione del personale per lo stabilimento Stellantis Europe di Atessa, in Val di Sangro, uno dei poli industriali più importanti per la produzione di veicoli commerciali in Italia. Nel corso dell’ultimo incontro tra azienda e organizzazioni sindacali, la direzione ha comunicato l’avvio di una procedura di incentivazione all’esodo che coinvolgerà 305 lavoratori, riaccendendo le preoccupazioni sul futuro del sito abruzzese e sulle prospettive occupazionali del territorio.

Advertisement

Stellantis Atessa: avviata procedura di uscite volontarie per 305 lavoratori

A rendere nota la decisione è stata la Fiom, che ha spiegato di non aver firmato l’intesa relativa alla cosiddetta “separation”. Il sindacato ha motivato la propria posizione ribadendo la contrarietà a una linea che, a suo giudizio, continua a puntare quasi esclusivamente sulla riduzione dell’organico, senza affiancare a questa scelta una strategia industriale chiara e strutturata per garantire sviluppo e continuità produttiva nello stabilimento.

Il nodo centrale, secondo la Fiom, riguarda proprio l’assenza di una visione di medio-lungo periodo. Le uscite volontarie, pur presentate come incentivate e non traumatiche, si inseriscono infatti in un contesto che da tempo mostra segnali di progressivo ridimensionamento. Negli ultimi anni il sito di Atessa ha visto infatti diminuire sensibilmente il numero degli addetti, passando da circa 6.500 lavoratori agli attuali 4.330. Con la nuova procedura annunciata dall’azienda, il totale potrebbe scendere ulteriormente, avvicinandosi alla soglia delle 4.000 unità.

Advertisement
stellantis fabbrica

Si tratta di un dato che pesa non solo sul piano occupazionale, ma anche su quello industriale e sociale, considerando il ruolo strategico che lo stabilimento ricopre per l’intera area della Val di Sangro. Il sito rappresenta da anni un punto di riferimento per la manifattura automotive italiana, ma il progressivo calo dei volumi e degli addetti ha alimentato un clima di crescente incertezza tra lavoratori, sindacati e istituzioni locali.

Alla riduzione dell’occupazione si accompagna infatti anche una contrazione della produzione. I numeri mostrano con chiarezza il rallentamento registrato negli ultimi anni: dai 297 mila furgoni assemblati nel 2018 si è passati ai 166 mila del 2025. Una flessione significativa, che testimonia la fase delicata attraversata dal comparto e che rende ancora più urgente, secondo le organizzazioni sindacali, l’avvio di un confronto concreto sulle prospettive del sito. Per il 2026 è attesa una lieve ripresa produttiva, ma il segnale non viene considerato sufficiente per invertire da solo una tendenza che si trascina da tempo.

Advertisement

La Fiom insiste sul fatto che la crisi del settore automotive, e in particolare del comparto dei veicoli commerciali, non possa essere affrontata soltanto facendo ricorso ad ammortizzatori sociali o a riduzioni di personale. Secondo il sindacato, servono invece scelte industriali precise, investimenti e una pianificazione capace di assicurare continuità produttiva, innovazione e tutela dell’occupazione. In assenza di questi elementi, il rischio è che ogni nuova procedura di uscita venga percepita come un ulteriore passo verso il ridimensionamento strutturale dello stabilimento.

Stellantis Pro One Atessa

Il caso di Atessa si inserisce in un quadro più ampio che riguarda l’intero settore automotive europeo, alle prese con la transizione energetica, la riorganizzazione delle produzioni e una domanda che in alcuni segmenti continua a mostrare segnali di debolezza. Tuttavia, proprio per questo, il futuro di poli industriali come quello abruzzese assume un valore ancora più rilevante. Per i sindacati, il tema non è solo gestire l’emergenza, ma costruire un percorso che eviti di svuotare progressivamente uno dei più importanti stabilimenti del gruppo Stellantis.

Advertisement

Si spera naturalmente che il prossimo 21 maggio il nuovo CEO di Stellantis Antonio Filosa possa fornire le prime soluzioni alla crisi in cui versano gli stabilimenti italiani del gruppo tra cui anche Atessa.