A Mirafiori si torna a parlare di uscite e tensioni sindacali. Stellantis ha presentato ai rappresentanti dei lavoratori un nuovo piano che prevede 121 uscite incentivate tra Torino e l’area di San Benigno Canavese. Una proposta che, però, non ha convinto la Fiom Cgil, che ha deciso di non firmare l’accordo, denunciando l’assenza di un vero progetto di rilancio per lo stabilimento.
Nuovo ridimensionamento a Mirafiori: Stellantis ha presentato ai sindacati un piano che prevede l’uscita di 121 lavoratori
Il piano è stato illustrato ai sindacati nella giornata di mercoledì 11 marzo e coinvolge diversi reparti. Tra i lavoratori interessati ci sono circa cinquanta addetti definiti “ex mascherine”, oltre a 13 persone delle Presse, 12 della Costruzioni Stampi, 5 di Mould & Shop e 41 dipendenti dell’ex Pcma di San Benigno Canavese. Si tratta di un’operazione in linea con quelle già viste nei mesi scorsi: uscite volontarie accompagnate da incentivi economici per favorire le dimissioni.
L’offerta dell’azienda prevede 30mila euro di incentivo, ai quali si aggiungono 24 mensilità per i lavoratori con meno di 50 anni e 30 mensilità per chi ha tra i 50 e i 54 anni. Una formula già adottata in passato, ma che questa volta si scontra con un clima ancora più pesante, perché sullo sfondo resta l’incertezza sul futuro produttivo di Mirafiori.

Ed è proprio questo il punto sollevato dalla Fiom. Il sindacato, infatti, aveva presentato una proposta alternativa: collegare le uscite alla stabilizzazione di giovani lavoratori oggi assunti con contratti precari. In pratica, per ogni uscita incentivata, la richiesta era quella di trasformare un contratto in somministrazione in un’assunzione stabile. Un segnale che, secondo la Fiom, avrebbe dato credibilità agli annunci fatti negli ultimi mesi sul rilancio dello stabilimento.
Il riferimento è anche ai 400 lavoratori in somministrazione annunciati in passato dal ceo Antonio Filosa, dei quali finora ne sarebbero entrati circa 90. Per il sindacato, questa poteva essere l’occasione per accompagnare il ricambio generazionale con scelte concrete. Ma la risposta di Stellantis è stata negativa.
Da qui la decisione di non sottoscrivere l’intesa. A spiegare la posizione della Fiom è stato Gianni Mannori, responsabile del sindacato per Mirafiori, che non nasconde amarezza. Secondo Mannori, con l’avvio della produzione della Fiat 500 ibrida e dopo le dichiarazioni pubbliche dei vertici del gruppo, ci si sarebbe aspettati un segnale diverso, più forte, sul piano dell’occupazione e delle prospettive industriali.

Per la Fiom, infatti, il problema non è soltanto il numero delle uscite, ma ciò che manca in cambio: nuove assunzioni stabili, investimenti e soprattutto l’assegnazione di un nuovo modello produttivo, considerato decisivo per la sopravvivenza stessa di Mirafiori. Senza questo passaggio, il timore del sindacato è che le promesse restino tali e che lo stabilimento continui a perdere pezzi.
