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Ferrari: dalla 550 Maranello alla 12Cilindri molti più “buoi davanti al carro”

Queste “rosse” sono i due poli energetici e prestazionali delle ammiraglie V12 a motore anteriore dell’era moderna.

Ferrari 12Cilindri

Le Ferrari a 12 cilindri sono l’essenza del mito. Per molti anni si sono concesse con un’unica architettura: quella del motore anteriore. Enzo Ferrari difese questa soluzione, anche quando i tempi cambiarono, perché a suo avviso i buoi dovevano stare davanti al carro. Poi l’evidenza lo spinse a rivedere la sua opinione, percependo il vantaggio acquisito da altre opzioni, più efficaci sul piano delle performance estreme. Il cambio di passo avvenne prima sulle auto da gara, poi su quelle stradali.

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Per tanti anni le ammiraglie V12 del “cavallino rampante” ebbero il cuore alle spalle dell’abitacolo, ma dopo la F512M, ultima discendente della stirpe Testarossa, gli uomini della casa emiliana decisero di tornare al passato, risposando lo schema precedente, per ragioni connesse al comfort, alla fruibilità quotidiana, all’accessibilità interna e ai volumi abitabili.

A riportare i “buoi davanti al carro“, nel listino del marchio, ci pensò la 550 Maranello del 1996, ispirata alla 365 GTB/4 “Daytona”. Da quel momento, tutte le GT V12 del “normale” catalogo aziendale hanno sposato questa architettura, fino alla più recente figlia della specie: la 12Cilindri. Le due auto prima menzionate rappresentano gli estremi cronologici e prestazionali della specie, con riferimento all’era moderna. Se volete scoprirle più da vicino, andate avanti nella lettura del nostro post.

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Ferrari 550 Maranello

Ferrari 550 Maranello
Foto Ferrari

Con questo modello la casa emiliana ha riportato all’anteriore il cuore rombante sulle ammiraglie a 12 cilindri, dopo la lunga parentesi di granturismo a motore posteriore centrale, aperta dalla 365 GT4 BB e chiusa dalla F512M. Anche se più morbida delle antesignane, la Ferrari 550 Maranello conserva il lessico ricercato e la passione vibrante che ci si aspetta da una “rossa”. Quest’anno ha spento le 30 candeline ma, a dispetto dell’età, conserva intatto il suo fascino.

Con lei si sono riallacciati i fili della vecchia tradizione, in particolare con quella espressa dalla 365 GTB/4 Daytona, cui chiaramente si ispira dal punto di vista concettuale e delle proporzioni. Svelata tra i cordoli del Nürburgring, quando le lancette del tempo segnavano il 1996, questa creatura seppe subito stupire per l’efficacia delle sue dinamiche, con tempi sul giro molto più bassi delle progenitrici, pur in presenza di un comfort e di una guidabilità meno impegnativi.

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Bella e atletica la silhouette, firmata Pininfarina, che non si presta ad eccessi grafici, pur regalando un carattere scultoreo. Certo, il carisma non è nemmeno lontanamente paragonabile a quello della Testarossa, ma la Ferrari 550 Maranello si offre alla vista con stile e vigore sportivo. La pulizia formale regala un’estetica limpida, ma non priva di una ricerca aerodinamica meticolosa.

Poco teatrale dal punto di vista estetico, sa come fare per volare in pista, danzando fra i cordoli a velocità di riferimento nel suo periodo storico. L’ingegneria portata in dote è monumentale. Il suo simbolo è il motore V12 aspirato da 5.5 litri, accolto sotto il lungo cofano anteriore. Questo sviluppa una potenza massima di 485 cavalli a 7.000 giri al minuto, con un crescendo rossiniano e con una elasticità di marcia da antologia.

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Le bielle in titanio e lega leggera sono il frutto di un travaso tecnologico diretto dalla Formula 1. Incredibili le musicalità meccaniche, che accompagnano fino alla punta velocistica di oltre 320 km/h. Alle metriche felici la Ferrari 550 Maranello abbina un piacere di guida esemplare, oltre che accessibile. La finezza del comportamento stradale è in parte ascrivibile alla scelta dell’architettura Transaxle, con motore anteriore e cambio manuale a 6 rapporti al posteriore, in blocco col differenziale. La ricetta giusta per garantire un felice bilanciamento delle masse.

Ne deriva una dinamica di guida equilibrata, che mette il pilota al centro della scena, inebriandolo di benefici stimoli sensoriali. Notevole anche il comfort, degno di un a gran turismo di alta gamma. L’abitacolo è spazioso, oltre che improntato al lusso, con ampie distese di pellami pregiati. Questo in un quadro dove l’anima racing si percepisce nell’aria.

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Molto incisivo il quadro prestazionale, con un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 4.4 secondi, da 0 a 1.000 metri in 22.5 secondi e una punta velocistica di oltre 320 km/h. Oggi la Ferrari 550 Maranello continua ad essere un oggetto di alto collezionismo, per il suo indiscutibile fascino e per la sua capacità di miscelare superbamente il fascino dei tempi andati con l’efficacia del presente.

Ferrari 12 Cilindri

Ferrari

Qui si tocca l’Olimpo dell’eccellenza fra le auto V12 a motore anteriore del “cavallino rampante”, limited edition escluse. Anche se l’estetica non è la più amata della serie, per il discusso trattamento dello specchio di coda, il suo fascino è conturbante. Incredibile la pulizia stilistica, espressa in una carrozzeria moderna ed efficiente sul piano aerodinamico, che sposa in pieno la filosofia del minimalismo carismatico.

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I rimandi estetici alla 365 GTB/4 Daytona evidenziano il rapporto con la storia ed emergono soprattutto nella fascia nera di raccordo tra i fari anteriori. La Ferrari 12Cilindri, proposta anche in versione aperta (Spider), attinge dal passato per orientarsi al futuro. Se lo specchio di coda e, in particolare, l’area del lunotto fossero stati trattati meglio, nessuno avrebbe osato muovere una filo di disappunto sul suo look, ma Flavio Manzoni ha voluto percorrere in quell’area dei sentieri creativi arditi, che faticano però ad essere metabolizzati. Peccato, perché il resto è magistralmente eseguito.

Questa berlinetta è un manifesto su quattro ruote e conferma la capacità della casa di Maranello di proiettarsi avanti senza tradire il suo apparato genetico. Come già scritto, la “rossa” in esame esprime un linguaggio stilistico che riportata la mente alla mitica “Daytona”, del cui corpo rilegge i flussi con tratti scultorei e perfettamente intonati alle tendenze verso cui si orienta lo stile automobilistico.

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Sotto il lungo e affilato cofano anteriore, libera la sua energia, con forza e classe dirompente, un gioiello dell’arte meccanica: parliamo di un motore V12 aspirato da 6.5 litri di cilindrata, che definire un capolavoro di ingegneria sembra quasi riduttivo. I numeri parlano la lingua della potenza: qui ci sono 830 cavalli di razza, che spingono con forza travolgente fino a 9.250 giri al minuto. La sua ascesa verso i movimenti meccanici più rapidi si associa a un crescendo rossiniano che inebria il cuore. Viverne le pulsazioni è un’emozione senza prezzo, che da sola vale la spesa.

Sulla Ferrari 12Cilindri la raffinatezza è di casa. Sublime anche l’elasticità di marcia. Già a 2.500 giri al minuto l’80% dei 678 Nm di coppia massima si offrono al godimento del guidatore, per una reattività immediata, senza ritardi. Da lì in poi è un’esplosione infinita di energia vulcanica, che stampa in faccia un sorriso a 36 denti. Il peso di 1.560 chilogrammi viene mosso con disinvoltura e sembra sparire, non soltanto nella marcia rettilinea ma anche in curva.

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Ogni pressione sul pedale del gas si traduce in un output istantaneo, per un dialogo diretto tra uomo e macchina mediato da un cambio DCT a 8 rapporti. Le metriche prestazionali sono al top, con un’accelerazione da 0 a 100 km/h in soli 2.9 secondi, da 0 a 200 km/h in meno di 7.9 secondi e una velocità massima di oltre 340 km/h. Molto incisivo anche l’impianto frenante: bastano appena 122 metri per l’arresto completo del veicolo partendo da 200 km/h. Questa GT conferma che fin quando ci sarà un dodici cilindri a cantare, il sogno di Enzo Ferrari resterà più vivo che mai.

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