C’è una soglia oltre la quale l’optional smette di essere un capriccio e diventa una categoria a sé. La BMW Serie 7 rinnovata per il 2026 l’ha trovata, e si chiama Dual-Finish.
Parte dal reparto BMW Individual, quello dove le auto escono come opere su commissione piuttosto che come prodotti di serie. La Dual-Finish è la sua proposta più estrema, ovvero finitura opaca nella parte inferiore della carrozzeria, metallizzata nella parte superiore, separate da una linea sottile tracciata rigorosamente a mano. Due anime su una sola berlina.

Il processo che si può ammirare (portafogli permettendo, ovviamente) sulla nuova ammiraglia BMW, ha richiesto due anni e mezzo di ricerca e sviluppo, esiste in un unico stabilimento al mondo,quello BMW di Dingolfing, e si appoggia su circa 20 tecnici formati appositamente per gestire le 12 fasi che compongono il ciclo di lavorazione. Nastratura manuale, carteggiatura, preparazione della superficie: solo le operazioni manuali assorbono circa la metà delle 75 ore totali necessarie per portare a termine una singola verniciatura. Sei volte di più rispetto a un trattamento convenzionale.
Il conto finale, 16.000 euro. Praticamente il prezzo di una Fiat Pandina nuova, applicato alla sola carrozzeria. Una cifra che porta con sé una clausola non scritta ma sostanziale, dato che l’autolavaggio è fuori discussione.

Maximilian Huber, product manager della nuova Serie 7, ha dichiarato a Edmunds che la Dual-Finish richiede un protocollo di pulizia dedicato. Saponi specifici, cere selezionate, panni che non lascino tracce. Niente rullini, niente getti ad alta pressione.
In fondo, diciamolo, chi decide di spendere 16mila euro per una finitura che richiede due anni di sviluppo e tre settimane di lavorazione sulla propria BMW non è lo stesso tipo di persona che si ferma al self-service in città. Quel cliente ha già il numero di un car detailer in rubrica. Probabilmente lo chiama anche per nome.
