Stellantis ha scommesso su Leapmotor e, almeno per il momento, la scommessa regge. Ottobre 2023 ha visto il gruppo investire 1,5 miliardi di euro per una quota del 20% nel costruttore cinese e costituisce Leapmotor International, joint venture a controllo Stellantis con il 51%, con un mandato preciso, ovvero portare i prodotti di Shenzhen fuori dalla Cina, a partire dall’Europa.
Nel giro di poco più di due anni, il risultato è già misurabile. Nel 2026 siamo a oltre 800 punti vendita in Europa, rete di concessionari Stellantis già esistente, zero costi di costruzione di un’infrastruttura parallela. La T03 e il C10 sono in vetrina a Berlino, Parigi, Milano e Madrid, insieme a Fiat, Citroën, Peugeot e Opel. Un esperimento di coabitazione che molti osservatori attendevano al varco, convinti che qualcuno dovesse farsi del male.

Non è andata così. Durante la conference call sui risultati del primo trimestre 2026, Antonio Filosa ha messo i numeri sul tavolo senza giri di parole. Stellantis è cresciuta con e senza le vendite di Leapmotor. Fiat ha accelerato in Italia, Citroën ha guadagnato terreno su scala europea, Opel ha registrato una forte ripresa. Leapmotor ha chiuso il trimestre a 24.000 unità. Crescita su crescita, senza che un marchio mordesse la quota dell’altro.
Filosa ha definito “molto, molto limitati” i dati sugli acquisti incrociati tra Leapmotor e i brand del gruppo. Il temuto travaso di clienti, quello scenario in cui un acquirente sceglie la cinese al posto della francese o della tedesca, per ora non si è materializzato in modo significativo.

Il perché è abbastanza logico. Leapmotor punta su prezzi aggressivi e su un pubblico che si avvicina all’elettrico per la prima volta, o che cerca la via d’accesso meno costosa. Peugeot e Opel giocano su un campo diverso, con un posizionamento più elevato e un’offerta più articolata. I segmenti si toccano appena.
Per Stellantis è un modo pragmatico di testare la tecnologia cinese senza rischiare i gioielli di famiglia. Nessuna rete da costruire, nessun marchio storico da sacrificare, e un’opzione in più da mettere in vetrina in un mercato europeo sempre più affollato e competitivo.
