Un’Alfa Romeo con V12, una Maserati raffinata e muscolare, una Citroën sorprendentemente sportiva e persino il grande ritorno della SRT Viper. Non è purtroppo il nuovo piano industriale di Stellantis, ma un render digitale che sta facendo discutere appassionati e addetti ai lavori. A firmarlo è David Scott Neal II, Chief Design Officer di Mozee Inc., meglio conosciuto online come “nemojunglist”, autore di un progetto tanto visionario quanto affascinante.
Alfa Romeo, Maserati, Citroën e Dodge protagoniste di un render che sta facendo discutere
L’idea immagina una piattaforma inedita per auto sportive capace di dare vita a quattro modelli molto diversi tra loro per carattere, posizionamento e prestazioni. Da questa base comune nascerebbero l’Alfa Romeo Giulietta, la Maserati Quattro Stile, la Citroën Justine e una nuova SRT Viper. Un quartetto ipotetico che mette insieme identità forti e soluzioni tecniche su misura.
L’Alfa Romeo Giulietta, in livrea cremisi, è pensata come un omaggio moderno al nome storico del Biscione. Neal la immagina spinta da un “dolce V12”, con l’obiettivo di evocare nostalgia senza cadere nel già visto. Accanto a lei si colloca la Maserati Quattro Stile, ideale rivale interna, anch’essa dotata di V12 ma con una proposta più elegante, più focalizzata e probabilmente elettrificata in chiave ibrida.

Più accessibile, ma non meno interessante, la Citroën Justine color oro punterebbe invece su agilità e comfort essenziale. Per contenere i costi, la ricetta prevederebbe un sistema ibrido con V6 biturbo. Infine, la proposta più emozionale: il ritorno della SRT Viper, con un V10 di cilindrata ridotta, distribuzione derivata dal sei cilindri in linea Hurricane e, dettaglio che entusiasmerà i puristi, anche l’opzione del cambio manuale.
Resta però un sogno destinato, almeno per ora, a rimanere tale. Stellantis, infatti, si prepara a presentare entro fine mese un nuovo piano strategico che dovrebbe concentrare risorse e attenzione su quattro marchi chiave: Jeep, Ram, Peugeot e Fiat. In questo scenario, progetti del genere sembrano appartenere più al regno della fantasia che a quello della realtà industriale.

