L’obiettivo del sistema Q4 di Alfa Romeo è sempre stato molto chiaro: offrire una motricità elevata e la massima efficacia anche quando l’aderenza diventa più difficile, senza compromettere quella precisione di guida che rappresenta da sempre uno dei tratti distintivi del marchio. Oggi questa filosofia si traduce in soluzioni tecniche diverse a seconda dei modelli. Da una parte c’è l’impostazione meccanica adottata su Giulia e Stelvio, dall’altra l’evoluzione elettrificata proposta sulle versioni ibride di Junior e Tonale.
Dalla 1900M “Matta” del 1951 ai modelli più recenti, Alfa Romeo prosegue la sua lunga tradizione di trazione integrale
Questa tecnologia, però, non nasce oggi. La trazione integrale fa parte del patrimonio tecnico Alfa Romeo da decenni. Già negli anni Venti il marchio aveva iniziato a sperimentare architetture a quattro ruote motrici, mentre il primo vero modello a trazione integrale arrivò nel 1951 con la 1900M “Matta”. Negli anni Ottanta, con l’arrivo della 33 4×4, Alfa Romeo riportò questa soluzione al centro della propria offerta, sviluppandola progressivamente fino alla nascita della sigla Q4. Da lì, l’evoluzione è proseguita su modelli stradali e da competizione, consolidando una tradizione tecnica che ancora oggi resta centrale nell’identità del Biscione.
Il sistema di trazione integrale Alfa Romeo entra in una nuova era tecnologica, integrando elettrificazione e innovazione senza perdere il suo DNA sportivo. Con Junior e Tonale nelle loro versioni ibride, il sistema Q4 evolve verso una nuova frontiera in cui l’intelligenza di un doppio propulsore rende possibile la trazione integrale senza collegamento meccanico tra i due assali. Il motore termico opera sull’asse anteriore, supportato dall’elettrificazione, mentre un motore elettrico dedicato interviene al posteriore per distribuire la coppia in modo rapido e prevedibile. L’assenza di componenti meccanici longitudinali riduce l’inerzia e il peso del sistema, garantendo al contempo un controllo di trazione istantaneo.

Giulia e Stelvio incarnano al meglio la tradizione tecnica Alfa Romeo applicata alla trazione integrale. Il sistema Q4 adottato su entrambi i modelli utilizza un Active Transfer Case (ATC), un dispositivo compatto e leggero dotato di frizione attiva di ultima generazione, capace di collegare i due assi e distribuire la coppia in modo continuo e preciso. In condizioni normali, la vettura mantiene una prevalente impostazione a trazione posteriore, così da conservare agilità, equilibrio e piacere di guida. Quando l’aderenza diminuisce o la situazione lo richiede, il sistema trasferisce progressivamente parte della coppia all’asse anteriore, migliorando motricità, stabilità e controllo. È una soluzione sofisticata che unisce efficienza, prontezza e qualità dinamiche elevate, confermando Giulia e Stelvio come due riferimenti tecnici nella gamma Alfa Romeo.
Il sistema Q4 di Alfa Romeo continua a interpretare in modo coerente la filosofia del marchio: offrire grande motricità senza compromettere il carattere sportivo, mantenendo una guida precisa, equilibrata e coinvolgente in ogni situazione. Il valore di questa tecnologia emerge anche nei numeri: nel 2025 le versioni Q4 hanno inciso per il 26% sulle vendite globali del brand, con una presenza particolarmente forte su Stelvio e Giulia, ma rilevante anche su Tonale e sulla più recente Junior. Per Alfa Romeo, la trazione integrale non è mai stata soltanto una scelta tecnica, ma una componente fondamentale dell’esperienza di guida. È pensata per chi cerca versatilità, sicurezza e naturalezza di comportamento, sia nella guida quotidiana sia su fondi difficili o in condizioni meteo più impegnative.

Sulla gamma Alfa Romeo, la trazione integrale Q4 assume forme diverse a seconda del modello, ma mantiene sempre lo stesso obiettivo: garantire motricità, precisione e piacere di guida in ogni condizione. Sulla Junior Ibrida Q4, il sistema abbina un motore turbo 1.2 da 136 CV a due unità elettriche da 21 kW, per una potenza complessiva di 145 CV. La particolarità sta nell’assenza di un collegamento meccanico tra i due assi: il motore elettrico anteriore è integrato nel cambio automatico a doppia frizione a sei rapporti, mentre il secondo è posizionato al posteriore.
In questo modo la vettura può modulare la coppia in modo efficace, migliorando agilità, trazione e inserimento in curva. Il sistema lavora insieme al selettore DNA, adattando il comportamento dell’auto alle diverse modalità di guida, e grazie alla tecnologia Power Looping la trazione posteriore resta disponibile anche con batteria scarica. Il pacchetto è completato dalle sospensioni posteriori MultiLink indipendenti.
Sulla Tonale Ibrida Plug-In Q4, la filosofia è simile ma con una configurazione più potente: il sistema combina un 1.3 turbo benzina da 150 CV con un motore elettrico posteriore da 94 kW, per un totale di 270 CV. Anche in questo caso la trazione integrale è gestita elettronicamente, senza connessione fisica tra anteriore e posteriore. Il risultato è una guida sicura ma anche brillante, con uno 0-100 in 6,6 secondi e una velocità massima di 195 km/h.

Su Giulia e Stelvio, invece, il Q4 resta fedele a un’impostazione più tradizionale e meccanica. In condizioni normali le due Alfa si comportano come vetture a trazione posteriore, ma quando serve il sistema trasferisce istantaneamente coppia all’avantreno. Il cuore di tutto è l’Active Transfer Case, che lavora insieme al differenziale anteriore per gestire in tempo reale aderenza, stabilità e risposta dinamica, preservando il carattere sportivo tipico del marchio.
