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Ferrari P4/5: 20° compleanno per la spettacolare one-off ispirata alla 330 P4

A volte gli stilisti si esprimono con ispirazione divina, come nel caso di Pininfarina per questa sublime “rossa” in esemplare unico.

Ferrari p4/5

Ci sono auto che nascono da una grande passione e dalla profonda cultura storica di chi le commissiona. Sono degli esemplari unici, che richiedono un conto in banca all’altezza per essere tradotti in realtà. La Ferrari P4/5 appartiene alla specie. Anzi, ne rappresenta una delle espressioni migliori. Nel 2026 festeggia il suo 20° anniversario. Si fatica a credere che siano passati quattro lustri dal suo debutto, ma il tempo vola, anche per i grandi miti.

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Questa splendida coupé porta la firma stilistica di Jason Castriota per Pininfarina. Deriva dalla Enzo, di cui condivide struttura e meccanica. Rispetto alla donor car è completamente diversa nella carrozzeria e nell’allestimento dell’abitacolo. Pesa pure di meno, con evidenti benefici sul fronte prestazionale. A volerla è stato il collezionista statunitense James Glickenhaus, nel cui garage trovano posto parecchi gioielli a quattro ruote, molti dei quali davvero unici.

La presentazione della Ferrari P4/5 avvenne al Concorso d’Eleganza di Pebble Beach, quando le lancette del tempo segnavano la giornata del 18 agosto 2006. Qualche mese dopo la one off by Pininfarina prese parte al Giro di Sicilia, confermando l’inclinazione all’uso dell’autore dello shopping. Non capita spesso di vedere modelli one-off impegnati in eventi lunghi in termini di percorrenza. Con la “rossa” in esame, invece, le uscite non sono mancate, neppure lontano dal suolo americano.

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Il look si riallaccia a quello della 330 P3/4 del 1967, cui dà continuità visiva, traslandone le forme nell’era moderna. La liaison temporale si coglie nella sigla della nuova opera, che evoca lo spirito nobile della leggendaria progenitrice. Per giungere al risultato finale, il committente ha dovuto aggiungere 4 milioni di dollari al prezzo di acquisto di una Enzo. In cambio della spesa ha ottenuto un prodotto esclusivo, dallo splendore inarrivabile. L’investimento, oltre che vantaggioso sul piano emotivo, lo è stato pure sul fronte economico, perché se decidesse di venderla (ma non lo farà mai, ne sono certo), recupererebbe una somma multipla rispetto a quella inizialmente spesa.

La trasformazione della donor car avvenne con il consenso della casa di Maranello. Possiamo dire che grazie a lei è ripreso il ciclo delle one-off del marchio emiliano. Il progetto ingegneristico fu gestito con la regia di Paolo Garella, responsabile dei Progetti Speciali Pininfarina. Superfluo dire che il risultato è stato eccellente, addirittura oltre le più rosee aspettative. Come già scritto, il peso è inferiore rispetto a quello della Enzo. Si fissa a 1.200 chilogrammi. Siamo sotto di 165 chilogrammi rispetto all’altra. L’aerodinamica è ancora più curata.

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Il combinato disposto fra le due cose fa che, a parità di cuore, le metriche prestazionali siano addirittura più stupefacenti. Qui, infatti, lo scatto da 0 a 100 km/h viene liquidato in 3.55 secondi, mentre la punta velocistica si spinge a quota 362 km/h. Sono cifre ufficiose ma credibili e si pongono una spanna sopra la vettura che ha fatto da donatrice di organi. Anche le dinamiche, presumo, siano ancora più incisive, sia in termini di efficienza che come piacevolezza di guida, ma qui l’unico in grado di dare una risposta è il signor Glickenhaus.

Cuore pulsante del modello è il motore V12 aspirato, con angolo di 65 gradi fra le bancate, della sorella limited edition, appartenente alla famiglia F140. Si tratta di un monumento ingegneristico, da 5.998 centimetri cubi di cilindrata, in grado di sviluppare una potenza massima di 660 cavalli (485 kW) a 7.800 giri al minuto, con un picco di coppia di 657 Nm a 5.500 giri al minuto. Ai suoi tempi rappresentavano cifre di riferimento. Ancora oggi hanno molto da dire, specie tenendo conto della leggerezza del corpo. Il sound, poi, è pura poesia, come l’estetica.

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La Ferrari P4/5 è una delle “rosse” più belle dell’era moderna. Il suo stile sinuoso e deciso evoca la migliore tradizione, ma si proietta nel futuro, con una grazia compositiva che solo un grande maestro del design poteva conferire a un prodotto automobilistico. Dire che si è al cospetto di una regina di bellezza sembra quasi riduttivo. Qui abbiamo a che fare con un autentico capolavoro, con una scultura a quattro ruote. Pininfarina, nel definirne le linee, seppe pescare dal suo miglior bagaglio creativo. Forse l’unica nota stonata sono i caminetti di scarico a cumignolo, ma la loro funzione è importante sul piano della deportanza.

Non meno esaltante è l’unità propulsiva, il cui frazionamento e le cui alchimie sonore proiettano i ricordi al memorabile arrivo in parata delle “rosse” alla 24 di Daytona del 1967. Nel flusso delle linee e dei volumi della Ferrari P4/5 si coglie una chiara la parentela con la mitica Sport alla quale si ispira, ma la tela proietta lo sguardo verso il futuro, facendone un prodotto avveniristico, anche col metro di oggi. Questa one-off ad alte prestazioni è un’autentica delizia per gli occhi e per lo spirito. Impossibile non farsi folgorare dalla sua magia.

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Ho avuto il privilegio di ammirarla molto da vicino in occasione della sua escursione al Giro di Sicilia e ne sono rimasto estasiato, ancor più di quanto non fosse già accaduto guardando i primi scatti ufficiali del modello circolati in rete al momento del debutto in società. Questa, cari signori, è arte a quattro ruote. Generose le dimensioni della Ferrari P4/5, lunga 4.630 mm, larga 2.042 mm, alta 1.126 mm e con un passo di 2.650 mm. Buon compleanno, Regina!