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Stellantis punta su Leapmotor per centrare i target CO2 e tenersi lontana dal pool Tesla

Le vendite di Leapmotor stanno crescendo e Stellantis potrebbe approfittarne

Leapmotor B10

Stellantis prova a cambiare approccio nella partita europea delle emissioni e guarda sempre di più a Leapmotor come leva interna per raggiungere gli obiettivi CO2 fissati da Bruxelles. Il gruppo, infatti, non compare al momento nel pool 2026 guidato da Tesla per la compensazione delle emissioni, una scelta che segna una discontinuità rispetto allo scorso anno e che suggerisce una strategia diversa per affrontare uno dei dossier più delicati per l’industria automobilistica europea.

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Dopo l’addio al pool Tesla Stellantis punterà su Leapmotor per rispettare i target sulle emissioni in Europa

Il contesto regolatorio resta molto impegnativo. Per il periodo 2025-2029, l’Unione europea ha fissato per le auto un target medio di 93,6 g/km di CO2, mentre per i veicoli commerciali leggeri il limite è di 153,9 g/km. In questo quadro, i costruttori possono ricorrere ai cosiddetti “pool” di emissioni, cioè accordi che consentono di sommare le performance ambientali di più marchi per migliorare la media complessiva. È proprio questo meccanismo che aveva favorito, in passato, l’adesione di diversi gruppi al raggruppamento guidato da Tesla.

Secondo un documento europeo citato da Reuters, per il 2026 Stellantis, Toyota e Subaru non risultano iscritti al pool Tesla. La stessa Stellantis ha confermato la scelta attuale, lasciando comunque aperta la possibilità di aderire più avanti nel corso dell’anno. È un dettaglio importante, perché segnala che il gruppo non sta chiudendo del tutto la porta a una soluzione esterna, ma nel frattempo sembra voler valorizzare maggiormente le proprie risorse interne.

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Stellantis

Ed è qui che entra in gioco Leapmotor. La joint venture internazionale sostenuta da Stellantis sta crescendo rapidamente in Europa. Secondo i dati diffusi dal gruppo, nell’ultimo trimestre del 2025 Leapmotor ha superato le 17.000 unità vendute nel continente, contro circa 1.300 dello stesso periodo del 2024, raggiungendo oltre il 2% del mercato BEV nell’area EU29. Parallelamente, il marchio può contare su una rete di oltre 800 punti vendita e assistenza in Europa, un elemento cruciale per sostenere una crescita più strutturata.

Questa espansione alimenta l’idea che Leapmotor possa diventare uno strumento utile anche sul piano regolatorio. Più aumentano le vendite di modelli elettrici, più migliora il bilancio emissivo complessivo del gruppo. È una scommessa che guarda non soltanto al breve periodo, ma anche alla capacità industriale futura. Secondo ricostruzioni di stampa specializzata, l’avvio dell’assemblaggio di modelli Leapmotor nello stabilimento spagnolo di Stellantis dalla prossima estate rafforza ulteriormente questa prospettiva, suggerendo margini di crescita ben più ampi nel mercato europeo.

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La scelta non è però priva di rischi. Le vendite di Leapmotor stanno crescendo, ma restano ancora relativamente contenute se confrontate con i volumi necessari per riequilibrare l’intero mix emissivo di un gruppo vasto e generalista come Stellantis. Marchi con forte esposizione a modelli termici e ibridi tradizionali, soprattutto nei segmenti più popolari, continuano infatti a pesare sulla media complessiva. Per questo la strategia Leapmotor, per quanto promettente, resta una scommessa industriale e commerciale che dovrà trovare conferma nei numeri dei prossimi mesi.

Leapmotor T03

Nel frattempo, Stellantis sta intervenendo anche su un altro fronte sensibile: quello dei veicoli commerciali. La divisione Pro One ha lanciato in Europa una campagna che propone i furgoni elettrici compatti e medi allo stesso prezzo delle equivalenti versioni diesel, con l’obiettivo di accelerarne l’adozione e migliorare ulteriormente il profilo emissivo del gruppo in un segmento storicamente più difficile da elettrificare.

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In sintesi, il messaggio è chiaro: Stellantis vuole provare a centrare i target CO2 facendo leva soprattutto sulla crescita interna dell’elettrico, con Leapmotor in prima linea. Resta da capire se questa offensiva basterà davvero a evitare il ritorno sotto l’ombrello del pool Tesla.