Quella cifra chiacchieratissima di 22 miliardi (e passa) di euro fa decisamente effetto. Si tratta della perdita netta che Stellantis ha registrato nell’ultimo esercizio, relativo al 2025, ribaltando in modo brutale un utile di circa 6,5 miliardi dell’anno precedente. Il Gruppo, dal 2021, non ha mai vissuto un anno così difficile da quando esiste.
La voce che ha fatto saltare i conti è quella delle svalutazioni. Circa 29,9 miliardi di dollari di oneri straordinari concentrati nel secondo semestre, legati alla riorganizzazione di aree aziendali che la realtà del mercato ha reso improvvisamente sovradimensionate. In cima alla lista: i piani sull’elettrificazione, costruiti su una narrativa di adozione accelerata che il mercato ha semplicemente ignorato.

I ricavi si sono attestati intorno a 180,7 miliardi di dollari, in calo rispetto all’anno precedente, con prezzi, mix di prodotto ed effetti valutari tutti orientati nella direzione sbagliata. Anche il Nord America ha contribuito negativamente, penalizzato da pressioni tariffarie e da un contesto operativo che Stellantis descrive come “difficile”. E ancora, dividendi sospesi. Gli azionisti aspettano, il bilancio va difeso.
Il nuovo amministratore delegato Antonio Filosa ha scelto le parole con cura. Niente più corsa all’elettrico a tutti i costi: la nuova rotta si chiama “libertà di scelta del cliente”, ovvero un mix tra termico, ibrido e batteria, senza dogmi. Una posizione che suona ragionevole, ma che assomiglia molto a un’inversione a U.

Stellantis scommette su ciò che storicamente genera margini negli Stati Uniti: Jeep, pick-up e allestimenti ad alte prestazioni. Il ritorno del motore Hemi V8 sul Ram 1500 non è nostalgia, è un segnale preciso sulla domanda reale che il mercato americano continua a esprimere. I budget di investimento a medio termine vengono tagliati da 3,2 a 2,7 miliardi di dollari, con alcune iniziative totalmente elettrificate rallentate o riconfigurate.
Il messaggio ufficiale è “ritmo giusto, prodotti giusti, margini giusti”. Il prossimo banco di prova sarà l’investor day del 21 maggio 2026, dove Stellantis dovrà spiegare come intende gestire 14 marchi in un mercato che non perdona più gli errori di pianificazione. Se la “flessibilità” si tradurrà in esecuzione, il 2026 potrà essere l’anno della svolta.
