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Stellantis, Fiom attacca: “Il milione di auto in Italia è ipotesi fuori dalla realtà”

A sollevare nuovamente il tema è stato il segretario generale della Fiom-Cgil Michele De Palma

Stellantis Melfi

Il traguardo di un milione di auto prodotte in Italia continua a far discutere il settore automotive. Un obiettivo più volte evocato dal governo e in particolare dal ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, ma che secondo il sindacato Fiom-Cgil appare sempre più lontano dalla realtà industriale del Paese. Questo soprattutto considerata la situazione di Stellantis.

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Stellantis, l’affondo di De Palma (Fiom) contro Urso

A sollevare nuovamente il tema è stato il segretario generale della Fiom-Cgil Michele De Palma, intervenuto durante la presentazione del rapporto dell’Ufficio studi del sindacato sullo stato dell’industria metalmeccanica. Rispondendo a una domanda de Il Fatto Quotidiano, De Palma ha criticato apertamente le dichiarazioni del ministro.

“Nel 2024 il ministro Urso diceva che l’obiettivo di produrre un milione di autovetture fosse raggiungibile. Un anno dopo ha affermato di essere convinto che la produzione in Italia potrà arrivare a quel livello se cambieranno le regole europee”, ha ricordato il leader della Fiom. Ma secondo il sindacalista la situazione reale dell’industria automobilistica italiana racconta tutt’altra storia.

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Stellantis Pomigliano

“Oggi produciamo delle auto e quelle che produciamo non se le comprano. E poi c’è il ministro che continua a parlare di un milione di veicoli. C’è chi immagina una realtà che nei fatti non esiste. Siamo alla dispercezione della realtà”, ha dichiarato De Palma, evidenziando il divario tra gli obiettivi politici e la condizione concreta del settore.

Per il segretario della Fiom il nodo centrale non riguarda solo le normative europee o la transizione tecnologica. Pensare che una modifica delle regole dell’Unione Europea possa garantire automaticamente l’occupazione industriale italiana, sostiene, è un errore di fondo.

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“La dimostrazione sono gli impianti che producono auto e quelli che realizzano componentistica per i motori endotermici e ibridi. Basta guardare i numeri”, ha spiegato. Secondo De Palma la priorità per qualsiasi industria dovrebbe essere molto più semplice: “Produrre le auto che servono al mercato”.

Il riferimento è inevitabilmente anche alla situazione di Stellantis, il gruppo automobilistico nato dalla fusione tra FCA e PSA e oggi protagonista del settore in Italia. Per la Fiom la fase attuale del gruppo non è sostenibile nel lungo periodo, soprattutto a causa della riduzione dei volumi produttivi negli stabilimenti italiani.

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“Sull’automotive, e in particolare su Stellantis, la situazione attuale non è reggibile oltre quello che sta già accadendo”, ha affermato De Palma. Secondo il sindacato, diversi stabilimenti rischiano seriamente il ridimensionamento se non arriveranno nuovi investimenti e modelli da produrre.

fiat 500 hybrid

La crisi non riguarda soltanto le fabbriche principali, ma anche l’intero indotto della componentistica, storicamente uno dei punti di forza dell’automotive italiano. “Interi stabilimenti del gruppo Stellantis senza investimenti e nuovi modelli rischiano di fermarsi. Nel frattempo stanno già chiudendo aziende dell’indotto e della componentistica”, ha sottolineato il leader sindacale.

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Durante il suo intervento De Palma ha anche ricordato le polemiche legate alla gestione aziendale del gruppo, citando i 12 milioni di euro incassati dall’ex amministratore delegato Carlos Tavares, mentre nello stesso periodo ai lavoratori non è stato riconosciuto il premio di risultato.

Critiche anche nei confronti del presidente John Elkann, accusato dal segretario Fiom di non mettere al centro la responsabilità sociale dell’impresa. “Si è venduto quello che non ha costruito lui. I profitti aumentano per chi possiede l’azienda, mentre i lavoratori pagano le scelte dei manager”, ha dichiarato.

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De Palma ha poi chiamato direttamente in causa il governo, chiedendo un intervento più deciso per il futuro dell’industria automobilistica italiana. “Il governo deve assumersi le sue responsabilità. Siamo stati lasciati soli, ma continuiamo a combattere per l’autonomia industriale del Paese”, ha detto.

In vista della presentazione del nuovo piano industriale di Stellantis prevista per maggio, la Fiom chiede un confronto diretto con l’amministratore delegato. Tra le proposte avanzate anche l’apertura del mercato italiano agli investitori stranieri.

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“Se ci sono problemi, il governo apra agli investitori esteri. Siamo rimasti l’unico Paese europeo ad averne soltanto uno”, ha concluso De Palma, ricordando l’esempio della Spagna, che pur non avendo un costruttore nazionale produce quasi due milioni di automobili all’anno, di cui circa 900 mila proprio per Stellantis.