Stellantis ha annunciato ieri di aver registrato oneri straordinari per circa 22 miliardi di euro nei risultati del secondo semestre 2025. Nel farlo il CEO Antonio Filosa ha evidenziato come in passato siano stati effettuati tagli ai costi troppo aggressivi, «al punto da portarci a ridurre l’organico con il licenziamento di migliaia di ingegneri», una scelta che oggi pesa sulla capacità operativa del gruppo.
Dopo aver annunciato la maxi perdita Filosa punta il dito contro il suo predecessore
Il bersaglio implicito, ma facilmente riconoscibile, delle osservazioni di Antonio Filosa è il suo predecessore alla guida di Stellantis, Carlos Tavares, che aveva delineato uno scenario fortemente orientato all’elettrico, prevedendo entro il 2030 la vendita esclusiva di veicoli a batteria in Europa e una quota del 50% negli Stati Uniti. «Il reset strategico ci porterà a rimettere il cliente al centro in tutte le geografie dove operiamo», afferma Filosa, evidenziando come i primi effetti del cambiamento siano già misurabili.
«Il 75% dei costi straordinari è legato a ipotesi strategiche che si sono rivelate errate», ha spiegato Antonio Filosa, come riportato dal Corriere della Sera, intervenendo a un incontro con la stampa italiana. Un’affermazione che lascia poco spazio ai dubbi e che punta direttamente alle scelte del precedente vertice di Stellantis.
Al centro delle critiche c’è la strategia fortemente sbilanciata sull’elettrico voluta da Carlos Tavares, che aveva immaginato per il 2030 un’offerta composta esclusivamente da veicoli a batteria in Europa e per metà negli Stati Uniti. Una prospettiva che, secondo Antonio Filosa, si è basata su un «ottimismo eccessivo riguardo all’adozione dell’elettrico», soprattutto nel mercato nordamericano.
Le responsabilità, però, non si fermano a questa valutazione. Il restante 25% degli oneri straordinari è riconducibile ad altre decisioni ritenute oggi problematiche, in particolare a politiche di riduzione dei costi giudicate troppo drastiche. Tagli che hanno portato al licenziamento di migliaia di ingegneri e che, nel tempo, hanno indebolito la capacità industriale ed esecutiva del gruppo.

Rimane centrale il problema della capacità produttiva in eccesso: Stellantis dispone di più impianti rispetto ai volumi di vendita attuali. Gli analisti di Citi hanno ipotizzato la possibile chiusura di stabilimenti tra Stati Uniti ed Europa. Antonio Filosa ha rinviato ogni decisione al piano industriale del 21 maggio, anticipando però investimenti rilevanti: 13 miliardi di dollari negli USA in quattro anni per introdurre cinque nuovi modelli. L’obiettivo è incrementare le vendite e sfruttare gli impianti esistenti, scongiurando chiusure. In Europa, la strategia dipenderà dall’evoluzione delle norme sulle emissioni. Dopo perdite record e lo stop al dividendo 2026, il gruppo è a un passaggio decisivo.
