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Lancia 120 Years – Innovation Through Italian Design: la mostra sarà ospitata nel Museo Autoworld di Bruxelles

La mostra accompagna i visitatori in un viaggio attraverso 120 anni di storia di Lancia

Lancia Autoworld

Ci sono marchi che attraversano il tempo adattandosi ai cambiamenti. E poi ci sono marchi che il tempo lo anticipano. La storia di Lancia appartiene alla seconda categoria: 120 anni di intuizioni tecniche, scelte controcorrente, eleganza misurata e, soprattutto, coraggio. È questo spirito che la mostra “Lancia 120 Years – Innovation Through Italian Design”, ospitata dal 27 febbraio al 19 aprile 2026 presso Autoworld di Bruxelles, vuole restituire al pubblico.

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Il prestigioso Museo Autoworld di Bruxelles ospita una mostra dedicata al 120 ° anniversario della Lancia

Entrare nelle sale del museo significa fare un viaggio che non è solo automobilistico, ma culturale. Lancia non è mai stata un costruttore “rumoroso”. Non ha mai inseguito l’effetto facile o l’esibizione fine a sé stessa. Ha sempre lavorato in profondità, spesso introducendo soluzioni tecniche rivoluzionarie con naturalezza, quasi in silenzio. La mostra parte proprio da qui: dall’idea che innovazione ed eleganza possano convivere senza ostentazione.

La Lancia Lambda, presentata nei primi anni Venti, ne è l’esempio più evidente. A prima vista può sembrare un’auto d’epoca come tante. In realtà, è una pietra miliare: prima vettura di grande serie con carrozzeria autoportante, quando la concorrenza utilizzava ancora il classico telaio separato. Una soluzione che cambiò il modo di progettare automobili, rendendole più rigide, leggere e moderne. Non fu una rivoluzione gridata, ma una rivoluzione concreta. È questo che colpisce ancora oggi: la capacità di innovare senza clamore, ma con precisione ingegneristica.

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Lo stesso spirito si ritrova negli anni Trenta con l’Aprilia, un’auto che introduceva concetti aerodinamici avanzati quando il termine stesso era poco diffuso. Le sue linee morbide non erano solo un esercizio stilistico: erano il risultato di studi attenti, di una volontà di migliorare l’efficienza e la stabilità. Poco dopo, con l’Aurelia B20, Lancia scrive un altro capitolo fondamentale: il primo motore V6 montato su una vettura di grande serie. È la nascita della Gran Turismo moderna, un’auto capace di viaggiare veloce ma con comfort, di unire tecnica e piacere di guida. In queste vetture si percepisce una filosofia precisa: ogni scelta tecnica deve avere un senso, ogni dettaglio deve contribuire a un equilibrio complessivo.

La mostra non racconta solo modelli di produzione, ma anche prototipi e concept che testimoniano il dialogo continuo tra Lancia e i grandi carrozzieri italiani. Sono auto che parlano di un’epoca in cui design e ingegneria si confrontavano senza compromessi, cercando soluzioni nuove, talvolta ardite. Non si trattava semplicemente di “fare bella figura”, ma di immaginare il futuro.

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Poi il percorso cambia ritmo. Le linee eleganti lasciano spazio a carrozzerie allargate, prese d’aria, livree da gara. È il capitolo dei rally, dove Lancia ha costruito una delle leggende più solide del motorsport. Qui l’innovazione non è più solo un fatto tecnico: diventa strumento di competizione, mezzo per affrontare strade sterrate, neve, fango, asfalto sconnesso. È la prova più dura per qualsiasi progetto.

Lancia Autoworld

Dalla Fulvia 1600 HF alla Stratos, fino alla 037, ogni modello rappresenta una tappa di un percorso fatto di sfide e vittorie. La Stratos, con la sua linea compatta e radicale, nasce già con un obiettivo chiaro: vincere. La 037, invece, è il simbolo di una determinazione quasi ostinata, capace di conquistare un titolo mondiale costruttori anche quando la concorrenza puntava ormai sulle quattro ruote motrici. È la dimostrazione che il talento progettuale e la messa a punto possono ancora fare la differenza.

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Il cuore emotivo della mostra è però la Delta HF Integrale 16v. Anche da ferma, trasmette tensione e potenza. È l’auto che tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio dei Novanta ha dominato il Campionato Mondiale Rally con una continuità impressionante: sei titoli costruttori consecutivi, un record ancora imbattuto. L’esemplare esposto è legato alla stagione 1991, una delle più intense, quando piloti del calibro di Juha Kankkunen portarono la Delta ai vertici mondiali.

Ma oltre ai numeri, 295 cavalli, trazione integrale, soluzioni tecniche raffinate, ciò che rende la Delta un’icona è il suo significato simbolico. È l’auto che ha trasformato un marchio elegante e innovativo in una leggenda sportiva. È la sintesi perfetta delle due anime Lancia: ingegneria rigorosa e spirito competitivo.

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La collaborazione con l’Heritage Hub di Torino, che custodisce e valorizza questo patrimonio, ha reso possibile riunire a Bruxelles modelli di straordinario valore storico e sportivo. Ma al di là dell’aspetto espositivo, ciò che resta al visitatore è una sensazione precisa: Lancia non ha mai fatto scelte banali. Ogni modello racconta una presa di posizione, un’idea chiara di cosa debba essere un’automobile.

Uscendo dalla mostra, si ha la consapevolezza che questi 120 anni non sono soltanto una sequenza di successi o innovazioni tecniche. Sono la testimonianza di un modo di pensare. Un modo che mette al centro la qualità del progetto, l’armonia delle forme, la volontà di superare i limiti. E forse è proprio questa coerenza, più ancora dei titoli mondiali o delle soluzioni rivoluzionarie, ad aver reso Lancia un nome capace di emozionare ancora oggi.

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