Le 190.000 unità sembrano un numero enorme, eppure per BYD febbraio 2026 è stato un mese da dimenticare in fretta. Il più grande produttore mondiale di veicoli a nuova energia ha segnato un calo addirittura del 41% su base annua (quindi rispetto a quello del 2025), il sesto mese consecutivo di flessione. Un dato che fa rumore, ma che va letto con attenzione prima di trasformarlo in sentenza.
Delle 190.190 unità vendute, 187.782 erano passenger car, 108.243 ibride plug-in e 79.539 elettriche pure, con entrambi i segmenti in caduta rispettivamente del 44% e del 36%. Il resto, appena 2.408 unità, veicoli commerciali.

C’è però un discorso che cambia tutto, ovvero il Capodanno cinese. Quest’anno le festività sono cadute tra il 15 e il 23 febbraio, portandosi dietro un blocco quasi totale di produzione e retail. Nel 2025 erano arrivate a gennaio, rendendo il confronto anno su anno una trappola statistica. Sommando gennaio e febbraio 2026, BYD totalizza 400.241 unità, ancora in calo del 36% sullo stesso periodo dell’anno scorso, ma un quadro più onesto.
A complicare ulteriormente la lettura c’è la fine dell’esenzione fiscale sui NEV in Cina, scaduta a dicembre 2025 e sostituita da un’imposta del 5%. Il meccanismo quindi ha visto l’impennata di acquisti nell’ultimo trimestre, 420.398 BYD vendute solo a dicembre, e l’inevitabile hangover nei mesi successivi. I consumatori, nel frattempo, attendono nuovi modelli e segnali chiari dal governo sugli incentivi alla permuta.

BYD ha risposto non con un nuovo round di guerra dei prezzi, peraltro ormai vietato per legge, ma con finanziamenti aggressivi fino a sette anni a tassi ridotti. Il colosso, inoltre, si prepara a giocare altre carte tecnologiche. A breve dovrebbe arrivare la Blade Battery 2.0 e la nuova infrastruttura di ricarica rapida di seconda generazione, sulla scia del sistema di guida autonoma God’s Eye lanciato un anno fa a costo zero.
Il vero motore di crescita, però, si chiama export. A febbraio le spedizioni all’estero hanno sfiorato le 100.000 unità, +50% su base annua, quarto mese consecutivo sopra le sei cifre. L’intero 2025 ha chiuso a 1,1 milioni di veicoli esportati contro una previsione iniziale di 800.000. Per il 2026 l’obiettivo è tra 1,3 e 1,6 milioni.
Con gli Stati Uniti ancora blindati da dazi al 100%, America Latina ed Europa diventano i fronti decisivi. In entrambe le aree BYD sta costruendo stabilimenti locali per ridurre l’esposizione alle guerre commerciali. In Europa, dove il dazio medio si attesta al 27%, le trattative individuali sui prezzi minimi potrebbero aprire qualche spiraglio.
