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Peugeot condannata a risarcire un cliente: l’autonomia dell’auto elettrica è inferiore a quella pubblicizzata

I giudici hanno ordinato il rimborso di un Peugeot e-Partner

Peugeot e-Partner

La Corte d’Appello di Tolosa ha pronunciato una sentenza destinata a lasciare il segno nel dibattito sull’auto elettrica. I giudici hanno infatti ordinato il rimborso di un Peugeot e-Partner dopo aver accertato che la sua autonomia reale era inferiore del 23% rispetto a quella pubblicizzata. Una decisione che va oltre il singolo caso e tocca un tema cruciale: la trasparenza nelle informazioni fornite ai clienti.

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In Francia concessionaria Peugeot condannata a risarcire un suo cliente, l’autonomia reale della sua elettica era inferiore del 23% a quanto pubblicizzato

La vicenda inizia nel settembre 2019, quando l’impresa edile CGEM Construction SAS acquista il veicolo presso una concessionaria del gruppo Peugeot. Il furgone elettrico era destinato a un dipendente che percorre circa 140 chilometri al giorno. Sulla carta, i “fino a 170 km” indicati nella documentazione tecnica sembravano garantire un margine di sicurezza sufficiente per affrontare la routine lavorativa.

Dopo pochi mesi, però, emergono i primi dubbi. L’autonomia effettiva appare sensibilmente più bassa. Una prima perizia parla di uno scarto vicino al 30%. Una seconda, disposta dal tribunale, certifica 131 chilometri a una velocità media di 44 km/h. Il dato è già inferiore del 23% rispetto a quanto dichiarato, ma l’aspetto più significativo riguarda le condizioni del test: temperature miti tra 21 e 25 gradi, traffico scorrevole, nessun utilizzo di climatizzatore o riscaldamento e guida moderata. In altre parole, uno scenario quasi ideale, lontano dalle reali condizioni di lavoro di un’impresa edile.

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In primo grado il Tribunale di Commercio di Tolosa aveva ritenuto il veicolo conforme e utilizzabile. Ma in appello la prospettiva cambia radicalmente. I giudici sottolineano che l’autonomia è un elemento determinante per il consenso dell’acquirente, specie nel caso di un mezzo elettrico che richiede pianificazione delle ricariche. Indicare un’autonomia “fino a 170 km” senza spiegare che si tratta di valori ottenuti in cicli standardizzati e non necessariamente replicabili nell’uso quotidiano costituisce un’informazione incompleta.

La Corte ha così disposto il rimborso dei 18.990 euro versati e condannato Stellantis & You France al pagamento di ulteriori somme per danni e spese legali. Una sentenza che suona come un richiamo all’intero settore: nella transizione verso l’elettrico, la credibilità passa anche dalla chiarezza dei numeri.

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