Hyundai si è svegliata con un problema: guardando la propria gamma elettrica non riconosce più se stessa. Tra il Santa Fe e l’Inster c’è un abisso stilistico che il costruttore coreano ha deciso di colmare, ammettendo quello che era evidente da tempo. Xavier Martinet, numero uno di Hyundai per l’Europa, ha confessato senza troppi giri di parole che c’è una mancanza di omogeneità preoccupante. Praticamente, l’unico filo conduttore tra i modelli sono i fari a effetto pixel. Un po’ poco per un’identità riconoscibile.
La gamma elettrica del marchio coreano oggi oscilla tra city car arrotondate, SUV geometrici e berline che sembrano uscite da tre studi di design diversi. Una collezione eterogenea che confonde più che affascinare. Il costruttore ha quindi deciso di introdurre un linguaggio stilistico più chiaro, capace di far percepire una vera “famiglia” di veicoli al primo sguardo.

Questa operazione di riordino potrebbe passare attraverso un approccio differenziato per segmenti. I futuri sostituti di Bayon e Tucson adotteranno linee più robuste e massicce, sull’esempio del Santa Fe, con proporzioni verticali e attitudine da fuoristrada urbano. Al contrario, i modelli più bassi manterranno silhouette fluide e aerodinamiche, come anticipa il concept THREE, che prefigura la Ioniq 3. Si vuole così creare una coerenza visiva immediata.

Hyundai non intende però abbandonare la filosofia voluta da Sang Yup Lee, patron globale del design. Secondo Lee, ogni modello deve conservare una personalità marcata, riconoscibile, distintiva. Martinet insiste su questo equilibrio precario: vuole rafforzare il senso di appartenenza alla famiglia Hyundai senza cadere nella standardizzazione sterile che già affligge troppi concorrenti.
Hyundai resta convinta che il design resti un criterio determinante per gli acquirenti, al pari del prezzo. Armonizzare le linee conservando identità forti diventa quindi un modo per creare un legame emozionale più profondo con i clienti, chiarendo al contempo il posizionamento della gamma elettrica. Per ora, Hyundai promette coerenza senza noia. Vedremo se manterrà la parola.
