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Peugeot: 100 anni fa produceva a Milano

Un secolo è già passato da un momento topico per il marchio francese nello stivale.

Peugeot
Foto Peugeot

L’Italia è sempre stata una nazione importante per Peugeot, che ha intrecciato ottimi rapporti con la clientela e con i partner del Belpaese. Impossibile, ad esempio, dimenticare la lunga e fruttuosa collaborazione con Pininfarina. La liaison, però affonda le sue radici in un passato ben più remoto. La prima auto del marchio a circolare nello stivale fu una Tipo 3, a partire dal 2 gennaio 1893.

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Eravamo ancora agli albori dell’automobilismo. In quel periodo storico, acquistare un mezzo motorizzato su ruote era un privilegio destinato a pochissimi eletti. Parliamo di qualcosa di pioneristico, ancor più se fatto con un veicolo estero. Il modello transalpino aveva la scocca in legno fissata su un telaio tubolare.

La spinta era affidata a un bicilindrico Daimler da 565 centimetri cubi di cilindrata, disposto posteriormente. Un cuore molto piccolo, in grado di sviluppare una potenza massima di soli 2 cavalli. Più che di una vera auto possiamo parlare di una voiturette, ma segnò l’inizio di un idillio. Quel modello aprì un rapporto fra Peugeot e l’Italia. La liaison si rafforzò nel tempo, anche sfruttando la leva promozionale delle corse.

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In questo ambito, doveroso menzionare la partecipazione alla Torino-Asti-Torino del 1898 di un certo dottor Lanza, alla guida di un triciclo della casa casa francese. Al volante di un mezzo dello stesso tipo, l’avvocato Guido Prato si presentò all’inaugurazione della nuova sede ACI di Torino. La strutturazione capillare della rete di vendita del “leone” cominciò a prendere forma qualche tempo prima della grande guerra, ad opera dell’imprenditore Picena di Torino, che iniziò di fatto ad importare le auto del marchio nel Belpaese. A lui va il merito storico di aver venduto in Italia 108 delle 3.095 Peugeot Bébé prodotte complessivamente.

Peugeot
Foto Peugeot

Alla fine del conflitto, furono le fabbriche nazionali a soddisfare la necessità di mobilità individuale in Italia. Negli anni ’20, infatti, i sistemi protezionistici in vigore resero più conveniente, sotto il profilo fiscale, importare le varie componenti, per procedere poi all’assemblaggio sul posto. In questo quadro va inserita la nascita a Milano della “Società Anonima Commerciale Peugeot Italiana”, avvenuta quando le lancette del tempo segnavano il 5 novembre 1924.

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Quell’azienda, in partecipazione con l’Isotta Fraschini, si occupò, nella fase iniziale, di “comporre” nella nostra nazione le 5 CV. Tali vetture, già nel 1925, si misero in luce nell’universo agonistico, portando a casa il successo di classe alla Coppa delle Alpi e alla 24 Ore d’Italia a Monza. Poi l’Isotta si rivolse alla Ford, che spingeva per entrare nel mercato italiano, e il rapporto si arenò. Questo “imprevisto” non pose fine alla voglia di Peugeot di costruire in Italia.

Nacque così una nuova ditta, la “S.A. Italiana dei Cicli e Automobili Peugeot“, che sboccio il 1° febbraio 1926, quindi esattamente un secolo fa. Presidente fu nominato Robert Peugeot, mentre un ruolo di consigliere fu assegnato a Lucien Rosengart, uomo di finanza che credeva nell’espansione all’estero come volano di crescita. La sede venne stabilita in Viale Umbria, 32 a Milano. Il suo edificio esiste ancora oggi, pur se riconvertito ad altra destinazione.

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Direttore generale fu nominato Charles Gougné, ma a già a marzo, ovvero poche settimane dopo l’apertura, fu rimpiazzato nel suo ruolo da Jean Eugène Lavergne. A partire dal 20 aprile, fino ad agosto del 1926, vennero spedite circa 250 vetture da assemblare con pneumatici Pirelli, impianto elettrico e strumentazione Magneti Marelli, orologio Boselli e finiture più curate, spesso con cruscotto in legno. Oggi di quelle vetture ne risultano esistenti meno di dieci.

Dicevamo della buona tempra sportiva della piccola 5 CV, confermata dal successo di classe maturato alla prima edizione della Mille Miglia, andata in scena nel 1927. Gran parte del merito era ascrivibile alla affidabilità del mezzo. Quando il Regime, in piena autarchia, alzò le tasse di vendita per le vetture straniere al 130% del prezzo di listino, si impose un cambio di passo. Peugeot capì che l’esperienza italiana doveva terminare. All’inizio del 1930 chiuse definitivamente, per ragioni esterne, lo stabilimento di Milano. Questo bloccò per un certo tempo la connessione con il Belpaese.

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L’importazione ufficiale in Italia riprese nel 1954, grazie all’accordo con la A. Pagani e Figli di Torino. Il modello che diede il via a questa partnership fu la berlina 203. Qualche anno prima, precisamente nel 1951, prese forma la storica partnership con Pininfarina, di cui vi abbiamo accennato in precedenza. Il primo grande frutto di quella intesa fu la 403, lanciata nel 1955. Parliamo della prima auto firmata Peugeot a superare il milione di esemplari venduti. Un vero trionfo commerciale.

Fonte | Stellantis

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