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Stellantis, allarme Chrysler: concessionari sommersi di Pacifica invendute

Con una gamma così limitata, attrarre nuovi clienti è una sfida quotidiana.

Chrysler Pacifica

Il momento non è dei più semplici per Stellantis negli Stati Uniti. A preoccupare è soprattutto la situazione di Chrysler, un marchio storico che oggi si trova a fare i conti con una realtà molto diversa rispetto al passato. Gli showroom americani offrono di fatto un solo modello declinato in tre versioni: Pacifica, Pacifica Plug-In Hybrid e Voyager. Tre nomi, ma un’unica architettura.

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Il paradosso di Chrysler: un solo modello in gamma ma concessionarie sommerse di auto invendute

Il problema è che le vendite non stanno tenendo il passo delle aspettative. Secondo i dati di Cox Automotive, Chrysler ha iniziato il 2026 con un livello di scorte che supera abbondantemente i 200 giorni, più del doppio della media nazionale ferma a 98 giorni. In altre parole, i concessionari hanno in stock veicoli sufficienti per oltre sei mesi senza bisogno di nuove forniture. Un dato che pesa sui costi, sulla liquidità e sul morale della rete vendita.

Il rallentamento generale del mercato non aiuta. A gennaio le vendite negli Stati Uniti sono scese a 845.216 unità, con un calo del 22% rispetto a dicembre. Le tempeste invernali che hanno colpito diverse aree del Paese hanno certamente ridotto il traffico negli showroom, ma per Chrysler la questione sembra più profonda: con una gamma così limitata, attrarre nuovi clienti è una sfida quotidiana.

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Nel 2025 il marchio ha consegnato 126.373 unità tra Pacifica e Voyager, appena l’1% in più rispetto all’anno precedente. Numeri stabili, ma non sufficienti a compensare l’accumulo di scorte. Per questo motivo sono stati introdotti incentivi fino a 3.500 dollari per stimolare la domanda, mentre i prezzi di listino partono da poco più di 41.000 dollari.

Chrysler Pacifica

Intanto si guarda al futuro. È atteso per la prima metà del 2026 un aggiornamento importante della Pacifica, con novità estetiche e tecnologiche. Tuttavia, il crossover elettrico inizialmente previsto è stato rinviato, lasciando Chrysler ancora legata al suo minivan.

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Per un marchio che in passato rappresentava una parte centrale dell’automotive americano, la sfida è chiara: ritrovare identità, ampliare la gamma e tornare a generare entusiasmo. Perché oggi, più che le scorte, pesa l’assenza di alternative.