Nel pieno della corsa verso l’elettrico, c’è un tema che continua a pesare nei bilanci e nelle scelte industriali: i motori a benzina. E proprio su questo fronte Stellantis potrebbe essere pronta a rivedere una delle decisioni più importanti degli ultimi anni. Come vi abbiamo scritto nei giorni scorsi pare proprio che il gruppo guidato da Antonio Filosa abbia deciso di puntare maggiormente sui motori FireFly.
Secondo indiscrezioni Stellantis darà più spazio al FireFly e meno al PureTech 1.2 in futuro
Per molto tempo il 1.2 PureTech è stato il simbolo della razionalizzazione interna del gruppo: un tre cilindri compatto, efficiente, montato trasversalmente su modelli di Peugeot, Citroën, Jeep e Alfa Romeo. Un motore “globale”, pensato per semplificare produzione e costi. Sulla carta, una strategia impeccabile.
Poi però è arrivata la realtà. Le prime generazioni hanno sofferto problemi tecnici, in particolare legati alla cinghia di distribuzione a bagno d’olio. Anche se le versioni più recenti sono state profondamente aggiornate – con l’introduzione della catena e numerosi miglioramenti – la reputazione del PureTech ha risentito di quegli episodi. E nel mondo dell’auto, la fiducia è tutto.
Nel frattempo, dall’Italia arrivano segnali che raccontano un’altra direzione. Durante un confronto al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Stellantis ha confermato investimenti importanti sulla famiglia FireFly (GSE), nelle varianti turbo 1.0, 1.3 e 1.5. L’obiettivo è chiaro: adeguarli alla normativa Euro 7 e garantirne la produzione anche oltre il 2030.
Non è solo una questione tecnica. Il FireFly viene percepito come più tradizionale, più solido, forse più rassicurante. In un momento in cui il mercato è già scosso dall’incertezza sulla transizione elettrica, proporre un motore considerato affidabile può fare la differenza.

Archiviare definitivamente il PureTech non sarebbe semplice: significherebbe rivedere assetti industriali consolidati, con impatti su stabilimenti in Francia, Europa orientale e Nord Africa. Per questo nessuno parla apertamente di addio. Ma la sensazione è che qualcosa stia cambiando. Se la tendenza sarà confermata, il futuro dei motori benzina di Stellantis in Europa potrebbe avere un’identità sempre più italiana.
