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Il motore FireFly sostituirà il PureTech? L’ampliamento della produzione ci fa sperare

FireFly emerge come un’alternativa credibile e non più come una soluzione di ripiego

Motore FireFly

Stellantis sta riorganizzando in profondità la propria strategia sui propulsori. Al centro del dibattito c’è il futuro del 1.2 PureTech, oggi aggiornato con catena di distribuzione, e il possibile affiancamento – o in alcuni casi sostituzione – del motore italiano FireFly, recentemente adeguato allo standard Euro 7.

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Il PureTech 1.2, attualmente disponibile con catena di distribuzione, subirà la concorrenza del FireFly, aggiornato a Euro 7

L’espansione della produzione FireFly non è una scelta casuale. Da un lato risponde a un’esigenza industriale concreta: offrire motori accessibili, efficienti e adatti ai modelli di segmento B e C, in una fase in cui l’elettrificazione procede più lentamente del previsto. Dall’altro lato, la decisione ha un chiaro valore politico. Antonio Filosa sta rafforzando il ruolo dell’Italia all’interno del gruppo, garantendo continuità produttiva allo stabilimento di Termoli e aprendo la strada a importanti incentivi statali.

Dal punto di vista tecnico, il PureTech 1.2, noto internamente come EB2, è stato per anni una colonna portante dei marchi francesi e tedeschi del gruppo. Tuttavia, i ben noti problemi legati alla cinghia di distribuzione a bagno d’olio hanno lasciato un’eredità pesante in termini di reputazione. La nuova generazione, ora dotata di catena, è considerata più affidabile e raffinata, ma il passato continua a pesare nella percezione di una parte dei clienti.

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In questo scenario, il FireFly emerge come un’alternativa credibile e non più come una soluzione di ripiego. Nato dalla scuola ingegneristica Fiat, ha dimostrato flessibilità, capacità di evoluzione e compatibilità con sistemi mild hybrid. Il fatto che Stellantis ne abbia confermato la conformità Euro 7 e la produzione oltre il 2030 indica chiaramente una strategia di lungo periodo.

La domanda chiave è se il FireFly sostituirà il PureTech in Europa. L’ipotesi più realistica è una convivenza: entrambe le famiglie di motori saranno utilizzate in parallelo, in base ai mercati, ai segmenti e ai livelli di elettrificazione. Una scelta pragmatica, che segna anche una discontinuità rispetto alla visione di Carlos Tavares, orientata alla massima razionalizzazione.

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Stellantis Termoli

Non si tratta di una “vittoria” italiana fine a sé stessa, ma di una convergenza tra interessi industriali, esigenze tecniche e opportunità politiche. In un contesto di transizione complessa, Stellantis sceglie la flessibilità come chiave per garantire continuità, competitività e stabilità nel medio-lungo periodo.