Negli Stati Uniti, Stellantis ha compiuto un passo che nessuna casa automobilistica prende alla leggera: chiedere formalmente ad alcuni clienti di non guidare la propria auto. La direttiva “do not drive” riguarda circa 225.000 veicoli Chrysler, Dodge, Jeep e Ram di precedente produzione ancora equipaggiati con gonfiatori airbag difettosi prodotti da Takata.
Negli USA Stellantis “ferma” 225 mila vecchi modelli pericolo airbag Takata
È un segnale forte, che riporta al centro dell’attenzione uno dei più grandi richiami della storia dell’automotive. Quello degli airbag Takata è infatti il maxi-intervento di sicurezza più esteso mai registrato negli Stati Uniti, con milioni di veicoli coinvolti nel corso degli anni. Stellantis sottolinea di aver già completato oltre 6,6 milioni di riparazioni nell’ultimo decennio, coprendo circa il 95% del totale dei mezzi interessati. Eppure, resta una quota non trascurabile di auto ancora in circolazione senza l’intervento correttivo.
Per questi veicoli, il tono è cambiato. I proprietari avevano già ricevuto solleciti in passato, ma ora la comunicazione è diventata urgente: non utilizzare l’auto fino alla sostituzione del componente. Una richiesta che può creare disagi, ma che nasce da un rischio concreto.
Il problema riguarda il dispositivo di gonfiaggio dell’airbag, che nel tempo può deteriorarsi. Il propellente chimico al suo interno, specialmente in zone caratterizzate da alte temperature e forte umidità, tende a degradarsi. In caso di incidente, anziché attivarsi correttamente, il gonfiatore potrebbe rompersi violentemente, proiettando frammenti metallici nell’abitacolo. Non si tratta quindi di un semplice malfunzionamento, ma di una potenziale minaccia per l’incolumità degli occupanti.
Stellantis ha spiegato che l’obiettivo della direttiva è “accelerare il completamento delle riparazioni sui veicoli rimanenti per proteggere proprietari, famiglie e pubblico dal rischio di lesioni gravi o morte”. Una presa di posizione netta, che dimostra la volontà di chiudere definitivamente questa lunga vicenda.

Anche la National Highway Traffic Safety Administration (NHTSA) ha ribadito la serietà della situazione, confermando 28 decessi negli Stati Uniti collegati ai gonfiatori difettosi e avvertendo che perfino incidenti a bassa velocità possono trasformarsi in tragedie.
La riparazione è gratuita e consiste nella sostituzione del gonfiatore con un componente conforme agli attuali standard di sicurezza federali. Ora la priorità è raggiungere quel 5% di veicoli ancora non sistemati. Solo così potrà considerarsi davvero conclusa una delle campagne di richiamo più complesse e delicate nella storia dell’industria automobilistica moderna.
