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Ferrari salva la Motor Valley: senza il Cavallino sarebbe una tragedia

Ferrari brilla, Maserati crolla, la supply chain arranca. I numeri raccontano una Motor Valley spaccata tra eccellenza e difficoltà.

ferrari plant

La Motor Valley modenese può raccontarsi tutti i numeri che vuole, ma la verità è che se togli Ferrari dall’equazione, il quadro diventa imbarazzante. Il settore automotive della provincia pesa per il 16,8% del fatturato complessivo delle Top 500 aziende locali, ma nel 2024 ha chiuso con un –7% di fatturato e un –14% di reddito operativo che puzzano di guai seri. Dunque, senza il Cavallino Rampante a tirare la carretta, la situazione sarebbe niente meno che un’emergenza.

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Le imprese automotive che compongono il comparto modenese si dividono tra produttori di veicoli, concessionarie e supply chain, ma un dato racconta tutto. Ferrari e Maserati da sole concentrano il 78% del fatturato totale. Però, mentre la prima macina record su record, la seconda è sprofondata con un crollo del 61% del fatturato che possiamo solo definire “drammatico”.

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Si legge oggi su Il Resto del Carlino che i produttori di veicoli hanno registrato un –6% di fatturato e –14% di EBIT, risultato che combina le performance stellari di Ferrari con le difficoltà di Daimler Buses e il disastro Maserati. Anche le imprese commerciali arrancano: +6% di fatturato ma –14% di reddito operativo, segno che vendere automobili oggi significa raschiare il fondo del barile sui margini. La supply chain, che pesa appena il 4% del fatturato ma occupa il 20% dei dipendenti, ha chiuso con –1% di ricavi e –20% di reddito operativo.

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L’unica nota positiva arriva dall’occupazione, cresciuta in tutti i segmenti grazie soprattutto al +10% di dipendenti in Ferrari e nella supply chain, che evidentemente preferisce preservare competenze e non i bilanci.

ferrari plant

Il problema di fondo non è modenese, è globale. Elettrificazione forzata, guida autonoma che arriverà chissà quando e competitor internazionali agguerriti hanno messo sotto pressione i modelli tradizionali, creando incertezza nella domanda. In questo contesto, Ferrari e in misura minore Pagani continuano a distinguersi, confermando che nella Motor Valley la resilienza passa dall’eccellenza, non dai volumi.

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