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Stellantis, addio smart working: anche a Mirafiori si torna in ufficio

Si apre una nuova fase per circa seimila colletti bianchi di Mirafiori, chiamati progressivamente a riprendere il lavoro in presenza

Stellantis Mirafiori

Nelle scorse settimane vi avevamo riportato la notizia che Stellantis negli Stati Uniti aveva detto addio allo smart working chiedendo a tutti i dipendenti di tornare in ufficio 5 giorni la settimana. La stessa cosa adesso si sta verificando in Italia e più precisamente a Mirafiori dove ai colletti bianchi del gruppo automobilistico è stata appena fatta la stessa richiesta dei colleghi americani.

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Anche in Italia dopo gli USA e la Francia Stellantis chiede ai suoi impiegati di tornare in ufficio dicendo addio allo smart working

«Cari colleghi, tornate tutti in ufficio». Con queste parole si apre una nuova fase per circa seimila colletti bianchi di Mirafiori, chiamati progressivamente a riprendere il lavoro in presenza cinque giorni su sette. Scrivanie, riunioni, pause caffè e routine d’ufficio tornano centrali, segnando la fine di una stagione che, dal Covid in poi, ha ridefinito tempi e modalità del lavoro impiegatizio. Anche Stellantis, sulla scia di colossi come Amazon, OpenAI e JPMorgan Chase, archivia definitivamente lo smart working strutturale.

La svolta era stata anticipata lo scorso anno dal presidente John Elkann, in un videomessaggio inviato ai dipendenti dagli Stati Uniti. «È tempo di tornare a lavorare assieme», aveva dichiarato, segnando una discontinuità rispetto all’era di Carlos Tavares, durante la quale gli uffici si erano in parte svuotati. Un indirizzo che negli ultimi giorni ha trovato concreta applicazione nella Town Hall aziendale, dove Emanuele Cappellano, responsabile Stellantis per l’Europa, e l’amministratore delegato Antonio Filosa hanno definito una road map chiara per il rientro.

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Il percorso sarà graduale. Dopo una fase già avviata di riduzione del lavoro agile in alcuni reparti, come l’ingegneria, il 2026 si aprirà con un massimo di due giorni a settimana di lavoro da remoto. L’obiettivo finale è il rientro al 100% in presenza nel corso del 2027. Una transizione che, secondo l’azienda, non sarà traumatica e servirà anche a valorizzare la nuova Palazzina di Mirafiori, attesa entro circa un anno e mezzo e progettata per ospitare tra le 7 e le 8 mila persone.

Palazzina uffici di Mirafiori

Il tema è stato affrontato anche nel confronto con i sindacati nazionali. La Fim Cisl ha spiegato che eventuali situazioni individuali di comprovata necessità, legate soprattutto a problemi di salute, potranno essere valutate caso per caso con il coinvolgimento delle rappresentanze sindacali. Più critica la posizione della Fiom Cgil, che parla di penalizzazione per i lavoratori che hanno riorganizzato la propria vita intorno allo smart working e avverte del rischio di perdere talenti, in particolare tra i più giovani. Resta infine aperta la questione degli spazi: secondo la Fiom di Mirafiori, il rientro di tutti potrebbe imporre soluzioni temporanee come rotazioni, rendendo necessaria una gestione più condivisa di una svolta che segna il ritorno al lavoro “in presenza” come regola.

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