Dopo che nei giorni scorsi era stato confermato ufficialmente da ACC lo stop definitivo alla Gigafactory, arrivano segnali di continuità per lo stabilimento di Termoli. In un incontro con le organizzazioni sindacali, Stellantis ha confermato l’intenzione di garantire un futuro produttivo al sito molisano puntando sulle lavorazioni meccaniche e su nuove attività legate alla transizione tecnologica. Al centro del piano c’è l’adeguamento del motore GSE agli standard Euro 7 e l’assegnazione di nuovi cambi e-DCT destinati ai motori ibridi.
Stellantis, in un incontro con i sindacati, ha confermato l’intenzione di dare continuita’ al sito di Termoli
La notizia emerge da una nota congiunta firmata da Fim, Uilm, Fismic, Uglm e Aqcfr, che parlano di un confronto definito “costruttivo” e caratterizzato da una disponibilità concreta dell’azienda. In particolare, Stellantis ha assicurato opportunità di ricollocazione per i 34 lavoratori italiani già assunti in ACC, un tema sensibile che nelle scorse settimane aveva alimentato forti preoccupazioni sul fronte occupazionale.
I sindacati hanno inoltre avanzato una richiesta precisa: riconoscere a 21 lavoratori, già dipendenti Stellantis in passato, una corsia preferenziale per il rientro nello stabilimento di origine. Un’istanza che mira a tutelare professionalità già formate e a rafforzare il legame tra il sito produttivo e il territorio.
Per dare concretezza agli impegni annunciati, le parti hanno concordato la necessità di tradurre le linee guida in un vero e proprio programma operativo. Proprio per questo, il prossimo 6 marzo è stato fissato a Roma un nuovo incontro tra l’azienda e le organizzazioni sindacali nazionali e territoriali, chiamate a entrare nel dettaglio delle nuove produzioni meccaniche previste a Termoli.
Capitolo smart working: anche su questo fronte Stellantis ha ribadito un approccio graduale. Nel 2026, nel rispetto del contratto e delle esigenze organizzative, i lavoratori continueranno a operare da remoto per una media di tre giorni a settimana. Il ritorno più strutturato al lavoro in presenza è previsto tra circa un anno e mezzo.

Nonostante gli elementi di rassicurazione, i sindacati non nascondono l’apprensione per la situazione complessiva del gruppo e per le difficoltà che attraversano l’industria automobilistica europea. Da qui la doppia richiesta: rilanciare con decisione le produzioni negli stabilimenti italiani e intervenire a livello europeo per rivedere regole sull’elettrificazione giudicate penalizzanti. Termoli, in questo scenario complesso, resta un nodo strategico da cui passa una parte importante del futuro industriale italiano di Stellantis.
