Nuova Alfa Romeo Stelvio, come vi abbiamo scritto nei giorni scorsi, potrebbe regalare delle grosse sorprese. Al momento sono ancora delle voci, ma le certezze le avremo il prossimo 21 maggio, considerato da molti come una sorta di D-Day per il biscione e anche per gli altri marchi di Stellantis. Infatti il gruppo automobilistico in quella data svelerà il suo nuovo piano strategico e marchio per marchio saranno fatte importanti anticipazioni.
Tornando alla nuova Alfa Romeo Stelvio, le ultime voci dicono che questo rinvio del debutto dal 2025 al 2028 è dovuto non solo all’introduzione dei motori termici nella gamma come era stato detto in precedenza dagli stessi dirigenti di Alfa Romeo, ma come sospettavano i motivi sono anche altri.
Il cambio di stile rispetto alla prima versione ci sarà per davvero per la nuova Alfa Romeo Stelvio
A quanto pare il design della prima versione non sarebbe piaciuto molto e dunque si sarebbe deciso di modificare lo stile della nuova Alfa Romeo Stelvio rendendola più coerente con quella che è la tradizione sportiva della casa automobilistica del biscione. I soliti bene informati ci dicono che le reazioni alle prime immagini teaser del modello non sono piaciute ai dirigenti del biscione. Lo stile del modello era stato definito da molti come troppo poco Alfa e troppo simile a quello di altri brand di Stellantis. Non solo dagli appassionati ma anche da diversi addetti ai lavori.

Di conseguenza, dato che la nuova direzione del marchio è consapevole che questa volta non si può sbagliare nulla, si sarebbe deciso di apportare dei cambiamenti significativi al progetto iniziale. L’intento di queste modifiche sarebbe quello di dare forma a un SUV capace di trasmettere una reale vocazione dinamica, evitando richiami evidenti a soluzioni già viste su altri modelli appartenenti allo stesso gruppo industriale.
Insomma per la nuova Alfa Romeo Stelvio si cercherà di trovare un linguaggio coerente con l’eredità del Biscione: volumi muscolari ma controllati, gruppi ottici sottili e un trilobo ben marcato potrebbero essere alcune delle nuove caratteristiche che ritroveremo nella futura generazione del SUV di segmento D, come evidenziato nel recente render realizzato da Alessandro Masera.
Ma ovviamente non ci sarà solo un cambiamento estetico. Le ultime novità parlando per questo modello ma anche per la nuova Alfa Romeo Giulia di un clamoroso cambio di piattaforma con il passaggio dalla STLA Large alla Giorgio EVO. Anche in questo caso si tratta di voci che dovranno essere confermate ma che sembrano sicuramente possibili.
Il punto fermo del progetto resterà l’eccellenza nella dinamica di guida, elemento da sempre centrale nell’identità Alfa Romeo e qualità che, a distanza di nove anni dal debutto, continua a rendere Stelvio nettamente distinguibile rispetto alle proposte concorrenti. Sul piano tecnico, come detto la base dovrebbe essere la Giorgio-Evo, e non la STLA Large come ipotizzato in precedenza: un’evoluzione della piattaforma Giorgio, che fin dal lancio della Giulia Quadrifoglio si è affermata come riferimento assoluto per precisione e piacere di guida.

Questa architettura, già adottata su Maserati Grecale, rappresenta il cuore tecnico dell’attuale Stelvio e Giulia e ne costituisce l’eredità più preziosa. La gamma motori sarà multi-energia, includendo soluzioni elettrificate e propulsori benzina ad alte prestazioni, con particolare attenzione alla riduzione del peso complessivo. Il posizionamento rimarrà quello di un SUV premium a vocazione sportiva, pensato per confrontarsi con i rivali tedeschi sul terreno della meccanica e del coinvolgimento al volante. La nuova generazione segnerà una fase cruciale per l’evoluzione del marchio, anticipando il rinnovamento della Giulia.
Vedremo se nei prossimi giorni giungeranno delle conferme a queste voci clamorose di un cambio netto per la nuova Alfa Romeo Stelvio smentendo così quanto era stato detto fino a pochi giorni fa quando era stato assicurato che i cambiamenti sarebbero stati limitati rispetto alla prima versione del modello avvistato in foto spia in fase di test invernale, progetto che a quanto pare è stato fermato. Questa rivoluzione sarebbe coerente con i quasi 3 anni di ritardo rispetto ai tempi previsti inizialmente.
