Ieri abbiamo avuto la conferma ufficiale che la nuova Fiat Pandina si farà e che la sua casa sarà ancora una volta lo stabilimento di Pomigliano. Il suo debutto avverrà di sicuro entro il 2030 ma si parla del 2028 o del 2029 come anni più probabili per la sua presentazione. Questa vettura rappresenterà dunque una certezza per lo stabilimento campano di Stellantis che sa a questo punto di avere il futuro assicurato grazie a questo modello che nascerà su una nuova piattaforma in arrivo nei prossimi anni la stessa che caratterizzerà anche la nuova Fiat 500 a Mirafiori.
Con la nuova Fiat Pandina lo stabilimento di Pomigliano ha il futuro assicurato
La nuova Fiat Pandina, come anticipato dal CEO di Fiat Olivier Francois, avrà un prezzo basso e un look accattivante. Guarderà in parte alla prima generazione del modello negli anni ’80 e in parte alla Grande Panda come è possibile notare nel render di Avarvarii che vi proponiamo in questo articolo. La vettura dovrebbe arrivare sul mercato in versione ibrida ed elettrica al 100 per cento. In entrambi i casi con prezzi inferiori ai 15 mila euro. La versione elettrica dovrebbe avere molto autonomia e una buona potenza grazie alle nuove tecnologie messe a disposizione da Stellantis divenendo così estremamente appetibile.

Dunque Pomigliano che ha vissuto un lungo periodo di incertezza può adesso dormire sogni tranquilli con l’annuncio di ieri da parte del responsabile di Stellantis per l’Europa Emanuele Cappellano che ha confermato ufficialmente l’arrivo della nuova Fiat Pandina che dovrebbe garantire un elevatissimo numero di unità prodotte come erede designata dell’attuale Fiat Panda presente sul mercato ormai da circa 14 anni.
Infine ricordiamo che sempre ieri è stato confermato che sempre a Pomigliano saranno prodotte altre due auto compatte su piattaforma STLA Small. Al momento non si sa di quali brand ma ricordiamo che lo scorso anno era trapelata la voce secondo cui si tratterebbe di una vettura di Alfa Romeo e una di Lancia. Grazie a queste tre auto entro la fine del decennio la piena occupazione della fabbrica non dovrebbe più essere una mera utopia.
