La situazione degli stabilimenti italiani di casa Stellantis vive condizioni alterne. Se a Melfi già a partire dal mese prossimo tornerà ad essere operativo il terzo turno produttivo, non sarà così a Cassino dove si dovranno fare i conti con ulteriori chiusure prolungate. Sebbene, invece, ad Atessa sempre a partire da inizio febbraio sarà avviato nuovamente il ciclo produttivo su tre turni.
Sembra quindi subire una piega attesa e sperata la situazione che gravita attorno allo stabilimento di Atessa, in provincia di Chieti. Alla ex Sevel i rappresentanti sindacali di FIM, UILM e FISMIC hanno annunciato la riapertura parziale del terzo turno produttivo, noto anche come Turno C, già a partire dal prossimo lunedì 2 febbraio.
Il riavvio del terzo turno presso lo stabilimento Stellantis di Atessa coincide con un rinnovato assetto produttivo relativo ai reparti lastratura, montaggio, verniciatura, qualità e finizione. In questo modo si punta a un valore produttivo che porti il dato giornaliero a 840 furgoni realizzati ogni 24 ore. Nello specifico bisogna far notare che il terzo turno era stato cancellato a luglio dello scorso anno, in accordo con quella che era una riduzione della domanda di mercato ovvero anche per ottimizzare la produzione durante il periodo estivo. Con l’attuale terzo turno in arrivo si andrà a intervenire su un incremento dei volumi derivante da alcune linee strategiche ben definite, ragionando con maggiore gradualità per quanto riguarda le altre linee. Ulteriori assetti definitivi saranno definiti nelle prossime settimane.
Nettamente differente risulta la situazione presso lo stabilimento Stellantis di Cassino
Nulla di nuovo invece a Cassino. Lo stabilimento Stellantis, nei pressi di Frosinone, sembra proseguire lungo una scia già in essere negli anni scorsi e che sembra non mollare la presa nemmeno durante queste prime settimane del 2026. Ricordiamo infatti che fino ad oggi il mese di gennaio ha rappresentato un vero e proprio calvario per i lavoratori del sito laziale. Questi sarebbero dovuti rientrare a Cassino dopo la pausa natalizia da concludersi il 2 gennaio scorso, salvo poi essere coinvolti in un prolungamento del fermo produttivo fino al 16 gennaio scorso con il passaggio agli ammortizzatori sociali per i lavoratori impegnati nei reparti lastratura, verniciatura e montaggio.

Allo stesso tempo Stellantis comunicava che il rientro non risultava comunque pianificabile a partire dal 16 gennaio allungamento fino al 27 gennaio il periodo di stop. La ulteriore doccia fredda è stata comunicata nelle scorse ore e si riferisce al fatto che già domani, 30 gennaio, lo stabilimento di Cassino si prepara allo stop del reparto lastratura mentre da lunedì 2 febbraio fino al prossimo 6 febbraio sarà il turno di uno stop che oltre al reparto lastratura coinvolgerà anche la verniciatura e il montaggio. Condizione che sembra aver già suscitato sentimenti di ampia indignazione da parte delle sigle sindacali coinvolte.
Bisogna ricordare che lo stabilimento Stellantis di Cassino aveva già subito 105 giornate di fermo produttivo nel 2025 con 19.364 vetture prodotte durante l’anno, in accordo con un calo di circa il 28% rispetto ai dati registrati a fine 2024. Il 2026 non sembra essere cominciato sotto i migliori auspici; in questo modo le preoccupazioni dei sindacati si riflettono una stima eventuale di circa 13.000 unità prodotte a fine anno, secondo un calo ulteriore dei livelli produttivi.
