La rivalità storica tra BMW e Mercedes, quella nei pochi chilometri tra Monaco e Stoccarda, ha trovato un nuovo terreno di scontro. Stavolta si “combatte” sui turni di produzione, sabati lavorativi e fabbriche portate al limite.
Le ultime versioni della BMW iX3 e della Mercedes GLC con tecnologia EQ, entrambi SUV elettrici di medie dimensioni, stanno registrando vendite che superano abbondantemente l’offerta. Un successo che sa di beffa, perché quando vendi più di quanto riesci a produrre, il problema non è più il mercato: sei tu.

La produzione prevista per il 2026 della iX3 della rivoluzione “Neue Klasse” costruita nello stabilimento di Debrecen, in Ungheria, è praticamente esaurita. BMW si trova costretta a pianificare turni supplementari per soddisfare la domanda, mentre resta il mistero su cosa accadrà alle iX3 prodotte in Cina, dove il nuovo modello viene assemblato contemporaneamente. Lo stabilimento ungherese, primo sito produttivo BMW dedicato esclusivamente ai veicoli elettrici, è ancora in fase di avvio: a pieno regime dovrebbe sfornare circa 150.000 veicoli all’anno. Evidentemente, non basta.

Mercedes non sta meglio. Mathias Geisen, membro del consiglio di amministrazione, ha dichiarato che “la domanda per il nuovo GLC completamente elettrico sta superando notevolmente le nostre aspettative”. Insomma, anche loro non ce la fanno. La produzione assegnata per la GLC elettrica è già completata ben oltre la seconda metà del 2026. A Brema, in Germania, la GLC viene prodotta su tre turni, e Mercedes sta pianificando di aggiungere la produzione anche il sabato. Potrebbe servire espandere la produzione ad altri siti di assemblaggio.
Se le esigenze del mercato europeo continuano a divorare ogni veicolo prodotto, il lancio di questi modelli in altri mercati potrebbe slittare. Una spirale in cui il successo commerciale rischia di trasformarsi in un problema logistico, una corsa contro il tempo dove vincere significa riuscire a produrre abbastanza per non perdere clienti già conquistati.
