La Opel GT compie 20 anni. Il debutto in società del modello avvenne il 2 marzo del 2006, al Salone dell’Auto di Ginevra. La sigla non era nuova nel listino della casa tedesca, che l’aveva già utilizzata per una coupé del 1968. Di quella creatura riprendeva idealmente lo spirito, ma ricamandolo in modo diverso. Qui, infatti, non si era al cospetto di una vettura chiusa, ma di una roadster. Aggressive e muscolari le linee della carrozzeria, che non passano inosservate.
La casa del “blitz” seppe creare con lei una vettura potente e relativamente accessibile, che continua, ancora oggi, ad avere il suo seguito di ammiratori. Dotata di trazione posteriore e vocata alle emozioni, la Opel GT punta al divertimento di guida, che elargisce copiosamente. Il tema del piacere sensoriale la connette immediatamente all’apprezzata progenitrice, di cui trasla lo spirito in un’epoca più recente.
Commercializzata nella primavera del 2007, la scoperta in esame conquistò in quella stagione il titolo di “Cabrio dell’Anno“, assegnato da una giuria composta da 21 giornalisti provenienti da ogni parte del mondo. Sotto il cofano anteriore della nuova Opel GT trova spazio un motore a 4 cilindri Ecotec da 2 litri che, grazie alla sovralimentazione, riesce a sviluppare una potenza massima di 264 cavalli a 5.300 giri al minuto e una coppia di 353 Nm a 2.500 giri al minuto, su un peso di 1.331 chilogrammi.

Notevoli le performance, con uno scatto da 0 a 100 km/h in 5.7 secondi e una punta velocistica nell’ordine dei 230 km/h. Buono il lavoro svolto dal cambio manuale a 5 rapporti, prodotto in Giappone da Aisin, che asseconda bene la gestione del mezzo. Fra i punti di forza della Oper GT merita di essere citato il buon bilanciamento, frutto di una equilibrata ripartizione dei pesi, che concorre alle sue gradevoli dinamiche.
Molto riuscita la capote, la cui presenza non turba l’esecuzione stilistica, ma è chiaro che la massima resa visiva dell’auto viene raggiunta una volta aperta, quando la copertura si nasconde completamente alla vista, per trovare accoglienza in un apposito vano, sapientemente integrato nel corpo grafico complessivo. In questa veste il profilo sportivo della vettura del “blitz” emerge in tutta la sua intensità.

Sul piano estetico, la Opel GT di nuova generazione si distingue anche per i ridotti sbalzi anteriori e posteriori e per le grandi ruote da 18 pollici. Elementi, questi, che concorrono al vigore dinamico trasmesso alla vista. Il cofano motore largo e lungo, incernierato nella parte anteriore, aggiunge forza al quadro dialettico. Anche la coda imponente e la linea slanciata danno il senso della sua essenza sportiva, confermata dall’abitacolo a due posti secchi. La vettura tedesca non fa mistero del fatto di appartenere a un segmento di mercato altamente emozionale.
Essendo un “giocattolo” orientato al piacere, dalla Opel GT non si possono pretendere un ampio bagagliaio e una flessibilità operativa da station wagon. Qui tutto (o quasi) si focalizza sul piacere del conducente e del suo passeggero. Il resto, anche se ben curato, passa comunque in secondo piano. La Opel GT è una spider di taglio giovanile, che intercetta i gusti di tanti, anche dei più grandi. Diciamo che nel suo ambito è un prodotto trasversale. Molto allettante il prezzo, rispetto alla potenza e alla configurazione. Quando fu lanciata, in Italia costava 29.900 euro: un dato particolarmente basso, che fece davvero sensazione.
L’unica dotazione a richiesta (oltre alla vernice brilliant o metallizzata doppio strato) era rappresentata dal Premium Pack. Questo, al prezzo di 1.250 euro, arricchiva la dotazione della Opel GT con rivestimenti in pelle per l’abitacolo (di tipo Ebony black oppure Cobalt red/black), autoradio con caricatore di 6 CD ed impianto Moonson potenziato a 225 Watt. I clienti potevano anche richiedere un originale (e necessario) frangivento ed un set di valigie dedicate, come su auto di ben altro lignaggio.






Fonte | Stellantis
