Un veicolo su tre venduto da MINI nel 2025 era una Countryman. Il crossover non proprio mini, costruito a Lipsia, nello stabilimento BMW, ha rappresentato il 32,4% delle consegne totali del marchio britannico. Il modello più grande di sempre dell’azienda è quindi diventato il salvagente commerciale di un brand che, almeno nel nome, dovrebbe celebrare la compattezza.
Le versioni elettriche E e SE ALL4 hanno registrato un aumento della domanda dell’81,8% su base annua. Per il 2026, MINI risponde con un aggiornamento che, sulla carta, sembra promettente. La Countryman elettrica riceve un nuovo inverter al carburo di silicio, lo stesso già visto sulle BMW i4 e i5, che consente una conversione dell’energia più efficiente riducendo le perdite di potenza. La capacità netta della batteria sale da 64,6 kWh a 65,2 kWh, un aumento modesto, mentre i nuovi cuscinetti delle ruote anteriori riducono la resistenza al rotolamento.

Il risultato è che la Countryman E a trazione anteriore guadagna 39 chilometri di autonomia, arrivando a 501 km nel ciclo WLTP. La SE ALL4 con trazione integrale ne ottiene 35 in più, raggiungendo i 467 km. Numeri che, per carità, rappresentano un progresso. Il problema è che il tempo di ricarica rimane identico. Sono 29 minuti per passare dal 10% all’80% a una stazione DC da 130 kW. Praticamente un’eternità, se confrontato con i 400 kW della nuova BMW iX3.
Certo, MINI non ha ancora accesso alla piattaforma Neue Klasse dedicata ai veicoli elettrici. Quando arriverà quel momento, con riferimenti già noti su trazione posteriore e prestazioni finalmente competitive, forse il marchio britannico potrà smettere di rincorrere i cugini tedeschi. Nel frattempo, le versioni aggiornate della Countryman elettrica saranno in vendita in Europa da marzo, con la promessa di un’autonomia leggermente migliore e la certezza di un tempo di ricarica ancorato al 2023.

Il marketing celebra l’efficienza. La realtà è che MINI avanza con cautela, un cuscinetto alla volta, mentre il resto del settore corre verso standard tecnologici più ambiziosi. La Countryman resta cruciale per le vendite, questo è innegabile.
