Nel passato di Peugeot ci sono modelli che, nonostante si siano posti su approccio più conveniente rispetto ai competitor, hanno garantito ottime qualità anche da un punto di vista dinamico e quindi del piacere di guida. Caratteristiche che avevano creato attorno al marchio una quota di clienti crescente e un’utenza di appassionati del marchio non indifferente.
Va detto che negli ultimi anni Peugeot ha probabilmente perso parte di quella aura che gli aveva permesso di acquisire una buona fetta di appassionati nel comparto dell’auto, ciò anche in accordo con l’arrivo sul mercato di modelli dall’impostazione poco appetibile e probabilmente lontana dalle caratterizzazioni più entusiasmanti espresse durante gli anni precedenti. Gli appassionati del marchio si sono trovati in una condizione di spaesamento così come in una condizione di attesa rivolta a tempi migliori.
Oggi la guida di Peugeot è affidata ad Alain Favey, che ha il compito di riportare il marchio alle prerogative di un tempo puntando su un approccio che torni a riportare il marchio verso una condizione più iconica. Una condizione che è al centro di alcune dichiarazioni espresse dal CEO di Peugeot (nominato in questo ruolo a febbraio dello scorso anno) all’interno di un’intervista rilasciata agli inglesi di Autocar. Le esperienze pregresse di Favey, che proviene da Europcar, Bentley, Skoda e Porsche Holding, dovrebbero aiutarlo a riportare su un approccio differente Peugeot in un contesto particolarmente turbolento come quello dell’automotive globale dei giorni nostri. Il primo passaggio del nuovo approccio al marchio da parte di Favey va ricercato nel concept Polygon che Peugeot ha svelato di recente e che rappresenta una dichiarazione di intenti sul futuro del marchio.
Peugeot vuole aprire la strada a una nuova generazione di modelli che guardino al concept Polygon con maggiore attenzione
Peugeot ha infatti già lasciato intendere che la nuova generazione della sua 208, che dovrebbe arrivare a partire dal prossimo anno, si baserà profondamente sul concept Polygon. Allo stesso tempo è già confermato che alcune delle caratteristiche più preponderanti arriveranno anche su modelli futuri, a cominciare dall’insolito volante Hypersquare. Parliamo di un vero e proprio dispositivo che controlla la sterzata sull’asse anteriore elettronicamente, eludendo quindi dal tradizionale collegamento meccanico che caratterizza praticamente quasi la totalità dei veicoli che circolano oggi su strada. In questo modo si potrà agire con maggiore impronta ad esempio sul rapporto di sterzo che varierà sulla base del valore di velocità, con la prerogativa che ogni manovra non dovrà richiedere più di un quarto di giro del volante.
Sul concetto di Hypersquare il CEO di Peugeot è convinto che possa essere parte di un miglioramento della reputazione di Peugeot negli anni che verranno, trattandosi di “un’innovazione che susciterà curiosità”, ha ammesso ad Autocar.
Una logica che insiste anche alla base del rilancio, sostenuto dallo stesso Favey, della caratterizzazione più prestazionale GTi. La volontà è quella di riconquistare gli appassionati e di riportare un approccio maggiormente votato al dinamismo e alla sportività al centro del marchio, puntando su elementi che fanno “chiaramente parte del nostro DNA”, ha aggiunto ancora il CEO di Peugeot. Oggi il costruttore rappresenta circa il 40% delle vendite totali proposte dal Gruppo Stellantis nell’intera Europa, in accordo con una quota di mercato di oltre il 5,6% che rende il costruttore uno dei più popolari nel Vecchio Continente. La necessità per il futuro, secondo la ricetta tracciata da Alan Favey, è quella di coniugare un approccio maggiormente premium pur mantenendo saldo l’approccio al mainstream che caratterizza oggi il marchio: “vogliamo vendere le nostre auto a tutti”, ha aggiunto ancora. Il compito rimane arduo, ma importante da portare a termine; in sostanza, secondo Favey, Peugeot dovrà essere più Peugeot di quanto non sia mai stata prima, realizzando auto più distintive, più interessanti, più personalizzate, per restare un passo avanti rispetto ai rivali e coltivare un nuovo senso di personalità.

Un ulteriore approccio è quello di continuare a promuovere la tradizione di marchio francese attraverso uno stile, interno ed esterno, che sia sempre più distintivo e personalizzabile. Una prerogativa che secondo il suo CEO è difficilmente riscontrabile in altri costruttori.
L’impegno nelle corse proseguirà
È noto che Peugeot vanta una lunga tradizione nelle competizioni di durata, con ben tre vittorie alla 24 Ore di Le Mans. Sebbene secondo Favey le prestazioni dell’attuale 9X8, della categoria Hypercar, non siano soddisfacenti (solo quattro i podi conquistati in quattro stagioni disputate) il costruttore sta lavorando a una variante EVO che arriverà nel 2027. Prosegue quindi l’impegno nelle corse del Costruttore del Leone, che continua a puntare verso il ritorno alla vittoria alla 24 Ore di Le Mans; eventualità che manca ormai dal 2009.

Con la prossima 24 Ore di Le Mans che segnerà il centenario dalla prima gara di Peugeot, verranno avviate le vendite della nuova e-208 GTi e sarà diffusa una livrea speciale per le 9X8 impegnate in gara accanto ad altri festeggiamenti che saranno definiti nei prossimi mesi. Insomma, la carne al fuoco è tanta.
