Parigi a fine gennaio non offre solo pioggia e scenari, seppur grigi, affascinanti. Sarà anche l’occasione perfetta per dilapidare patrimoni in nome del collezionismo. Il 27 gennaio, il garage dell’hotel The Peninsula Paris ospiterà “Automobile Legends”, l’asta di Artcurial che promette di trasformare 74 lotti in altrettante crisi mistiche per gli appassionati. Il pezzo forte, senza dubbio, sarà una Ferrari F1 F92A del 1992 che Jean Alesi ha tenuto parcheggiata in salotto (o quasi) per decenni.
Donatagli dalla scuderia dopo aver urlato nei circuiti col suo motore V12 da 750 CV, la vettura telaio #136 è rimasta intatta nella sua villa di Avignone, conservando persino i componenti elettronici originali. Se cercate una macchina del tempo che non sia una DeLorean, questa è decisamente la migliore chance.

Restando su Alesi, potrete portarvi a casa anche la sua 348 Spider del 1994 stimata 100-150 mila euro, nel caso la monoposto risultasse troppo scomoda per andare a fare una passeggiata sotto il sole.
La sfilata di Maranello prosegue con una Ferrari Testarossa Monospecchio (fino a 320 mila euro) e una 360 Modena decisamente più abbordabile. Ma l’asta non è solo una questione di “Rosse”. Per chi ama l’aristocrazia francese, spicca una Citroën DS 19 “Le Dandy” di Chapron, un rarissimo pezzo da 230 mila euro, e una Bugatti Type 51 del 1931 che ha vinto il GP del Belgio e che potrebbe costarvi fino a 2 milioni di euro.
Il motorsport è rappresentato da icone come la Lancia LC2 Gruppo C (stima massima 2,4 milioni) e la Tyrrell 018 con cui Alesi debuttò in F1. Se invece preferite lo stile “stradale ma cattivo”, la sezione italiana offre una Bizzarrini 5300 GT Strada Alloy da 2 milioni e una Lamborghini Miura P400 certificata dal Polo Storico.
Gli amanti del marchio Porsche avranno l’imbarazzo della scelta tra una Carrera GT in Basalt Black e una rara 356 Speedster del 1955. Tuttavia, il premio per l’anticonformismo va alla Mercedes-Benz 300 SL Gullwing del 1956, mai restaurata, con la sua prima vernice grigia e, pensate un po’, ricoperta dalla “polvere originale” accumulata negli anni.
