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Stellantis, il battery swap non sembra essere nel futuro del gruppo

Sulla carta, il progetto pilota del giugno 2025 sembrava il colpo di genio di cui Stellantis aveva bisogno per risollevare le vendite.

Ample battery swap

Il mercato delle auto elettriche è un autentico mare in tempesta, e la startup californiana Ample ha recentemente scoperto che non basta un’idea geniale per restare a galla. Dopo aver promesso di rivoluzionare il mondo con il suo sistema di sostituzione delle batterie, l’azienda ha ufficialmente alzato bandiera bianca, dichiarando bancarotta dopo appena sei mesi di attività operativa in collaborazione con Stellantis.

Sembra una barzelletta ma è tutto vero, purtroppo. La tecnologia che permetteva di scambiare la batteria di una Fiat 500e in meno di tre minuti al prezzo stracciato di 13 dollari è finita dritta davanti alla Corte distrettuale del Texas.

Ample-stellantis battery swap

Sulla carta, il progetto pilota lanciato a Madrid nel giugno 2025 sembrava il colpo di genio di cui Stellantis aveva bisogno per risollevare le vendite, calate del 5,5% in Europa tra gennaio e novembre dello stesso anno. Mentre Emanuele Cappellano sottolinea come ci sia ancora una domanda di auto alla spina ancora insufficiente, la realtà ha presentato un conto salatissimo.

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La sostituzione delle batterie si è infatti scontrata con un nemico imprevisto, ovvero la ricarica rapida. Quando puoi recuperare l’80% dell’energia in 15 minuti mentre sorseggi un caffè, l’idea di cercare una stazione di scambio specifica diventa davvero molto poco attraente.

Dietro il fallimento di Ample, però, non c’è solo l’evoluzione tecnologica. Fonti interne parlano di una “gestione catastrofica”, inesperienza e dichiarazioni aziendali decisamente esagerate. Nonostante abbia raccolto 330 milioni di dollari dal 2014, l’azienda si ritrova oggi con passività fino a 100 milioni e dipendenti licenziati senza preavviso, pronti a dare battaglia legale per la violazione del WARN Act. Nemmeno il sostegno di colossi come Shell o Mitsubishi è servito a evitare la fine di un’avventura che sembrava promettere risultati interessanti.

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Il futuro elettrico di Ample è andato in cortocircuito, lasciando Stellantis a cercare nuovi partner, sperando che questa volta le batterie, oltre che rimovibili, siano anche redditizie.

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