Qualcuno potrebbe andare fiero della propria Opel Astra in quanto auto grintosa, ma il rendering digitale del grafico Max Danner (noto su Instagram come m98design) è qui per distruggere tutte le certezze. Della vettura costruita a Rüsselsheim, infatti, rimane solo la firma luminosa. Tutto il resto è stato inghiottito da un pacchetto aerodinamico estremo e, ovviamente, come ogni creazione digitale, anche per una Opel, esageratissimo.
Uno spoiler attraversa il paraurti anteriore, supportato da uno splitter più vicino a un’auto da corsa GT3 che a un “tuning” per la strada. L’aspetto radicale è garantito da un kit widebody applicato con un’aggressività tale da rendere i passaruota larghi, anzi, larghissimi.

Nonostante manchi un alettone posteriore tradizionale, la vista da dietro è dominata da tubi di scarico decisamente sporgenti e pneumatici pronti a scatenare questa Astra più tra i cordoli che al parcheggio del centro commerciale. Anche se Danner non specifica i materiali, la fibra di carbonio sembrerebbe l’unica scelta logica per giustificare tale follia visiva.
All’interno, ogni legame con la realtà è definitivamente reciso. E quindi, via i sedili posteriori e gran parte delle finiture, sostituiti da sedili avvolgenti e roll-bar a vista. A questo punto, più che un’auto elaborata, sembra un mostro nato per la Pikes Peak Hill Climb.
Sotto il cofano giallo, potremmo immaginare il cuore della Opel Astra GSE, il motore turbo benzina da 1,6 litri, ma liberato dalla tecnologia plug-in e pompato fino a 400 CV per rendere giustizia a quel look ferocemente ispirato alla TVR Sagaris e alle atmosfere Cyberpunk.

Max Danner ammette influenze che spaziano dalla Manta GSE alle conversioni Time Attack, creando un mix estetico che raggiunge i livelli di cattiveria delle britanniche degli anni 2000. Questa super-Astra, ne siamo abbastanza certi, rimarrà quasi sicuramente un sogno digitale. Un sogno bellissimo, certo, ma pur sempre confinato ai pixel.
