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Ferrari, 2026 decisivo: riuscirà Maranello a vendere il “silenzio” a peso d’oro?

Maranello deve dimostrare che una creatura Ferrari senza il ruggito del V12 può ancora far venire la pelle d’oca.

ferrari maranello

Ferrari entra nel 2026 con molta grazia ed eleganza, come sempre potremmo dire, ma con la pressione finanziaria che bussa agli uffici di Maranello. Il marchio è intoccabile, i margini sono i migliori del lusso mondiale e il management continua a ignorare le sirene dei grandi volumi. Tuttavia, dopo un 2025 rassicurante, il mercato ora non si accontenta più della costanza. Adesso, vista l’aria che tira, soprattutto in Europa, vuole la prova che la magia di Maranello possa sopravvivere al passaggio agli elettroni.

Il 2026 è l’anno della verità. Lo sappiamo, debutterà la prima Ferrari completamente elettrica. Qui la sfida non si gioca sulla velocità, quella è ormai “la posta in gioco” per chiunque abbia una batteria e quattro ruote, ma l’emozione. Un concetto piuttosto ballerino.

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Maranello deve dimostrare che una Rossa senza il ruggito del V12 può ancora far venire la pelle d’oca. Se l’elettrica trasmetterà l’essenza del brand, il titolo resterà un bene rifugio. Altrimenti, difendere certi multipli di borsa diventerà improvvisamente molto difficile.

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Gli investitori osserveranno poi il potere di determinazione dei prezzi. La crescita di Ferrari non è mai dipesa dal vendere più auto, ma dal vendere auto migliori e più personalizzate. Nel 2026, l’azienda deve dimostrare di poter scaricare i nuovi costi dell’elettrificazione sui clienti senza battere ciglio, mantenendo alto il fatturato medio per vettura e solidi i valori di rivendita. Finché il prezzo sale più dell’inflazione, la tesi del lusso regge.

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Non dimentichiamo i conti. Ferrari sta investendo cifre record in software e nuovi stabilimenti. La scommessa è mantenere un margine EBITDA (un indice di redditività) nella fascia alta del 30% nonostante le spese folli.

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Infine, c’è la sfida psicologica della disciplina. La tentazione di produrre migliaia di auto in più è forte, ma il vantaggio competitivo di Ferrari risiede nella capacità di dire “no”. La scarsità è il modello di business, non un errore di calcolo.Così, autenticamente, dovrà restare.