Fa davvero impressione osservare le immagini di una Peugeot 208 completamente smontata, privata di gran parte della carrozzeria e degli interni, lasciata abbandonata come un relitto ai margini della strada. La fotografia, circolata nei giorni scorsi su Facebook, mostra ciò che resta della compatta francese: una scocca spoglia, poggiata sull’asfalto nei pressi della stazione di Montebello, tra Prima Porta e Labaro, quadrante nord della Capitale.
A Roma i ladri smontano completamente una Peugeot 208 ma lasciano il motore PureTech
A pubblicare gli scatti è stato un gruppo locale attivo proprio nelle due zone romane. Il contesto non è nuovo a episodi simili. La stazione di Montebello, snodo ferroviario che collega Roma a Civita Castellana e Viterbo, è circondata da un parcheggio esterno che da tempo viene segnalato dai residenti come area vulnerabile. Basta scorrere i commenti sotto il post per comprendere il clima: “Quel parcheggio è una specie di bancomat per i ladri”, scrive un utente. Un altro aggiunge: “È la seconda macchina che vedo ridotta così e sempre nello stesso posto”. E ancora: “È la terza che trovo abbandonata lì dopo essere stata smontata pezzo per pezzo”.
La sensazione diffusa è quella di una zona lasciata a se stessa, dove chi parcheggia l’auto per prendere il treno non ha alcuna certezza di ritrovarla integra al ritorno. Nel caso specifico della Peugeot 208, tuttavia, la dinamica potrebbe essere leggermente diversa. Secondo alcune ipotesi, l’auto sarebbe stata rubata altrove e successivamente trasportata nell’area per essere smontata con calma, lontano da occhi indiscreti, prima di essere definitivamente abbandonata.
Le immagini mostrano un’auto letteralmente “cannibalizzata”. Mancano le quattro portiere, il portellone posteriore, il cofano, l’intero frontale e tutti i gruppi ottici. Anche l’abitacolo è stato svuotato: sedili, plancia, componenti elettronici e rivestimenti risultano asportati. Restano la scocca, le sospensioni e, dettaglio che non passa inosservato, il motore. Sotto il cofano (ormai assente) è ancora presente il 1.2 PureTech, tre cilindri benzina con cinghia a bagno d’olio, propulsore ampiamente diffuso su numerosi modelli di Stellantis e finito negli anni al centro di discussioni e segnalazioni legate all’usura anticipata della cinghia.
Proprio questo elemento ha acceso l’ironia di molti utenti online: se l’auto è stata smontata pezzo per pezzo con precisione, perché lasciare proprio il motore? Al di là delle battute, la spiegazione potrebbe essere più pragmatica. Componenti come portiere, fari full LED, paraurti, centraline elettroniche e sistemi infotainment hanno un mercato nero particolarmente attivo e sono più semplici da rivendere rapidamente. Un motore completo, invece, richiede logistica, trasporto e un acquirente specifico.

Il fenomeno della cannibalizzazione delle auto non è nuovo nelle grandi città italiane. Colpisce soprattutto modelli molto diffusi, con un parco circolante ampio e quindi una forte richiesta di ricambi. La Peugeot 208 rientra pienamente in questa categoria, essendo una delle utilitarie più vendute negli ultimi anni.
Resta però il problema di fondo: un’area percepita come vulnerabile e una sequenza di episodi che alimentano insicurezza tra i pendolari. La carcassa della Peugeot 208, lasciata a bordo strada con il solo motore ancora al suo posto, diventa così il simbolo di una criticità più ampia. Un’immagine che racconta non solo un furto, ma anche la necessità di maggiori controlli e interventi strutturali per contrastare un fenomeno che continua a ripetersi.
