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La Ferrari F80 “Tailor Made” che stravolge gli schemi

Una delle collezioni Ferrari più stratosferiche al mondo si appresta a ricevere una F80 molto particolare.

Ferrari F80 Tailor Made
Foto da profilo Facebook David SK Lee

Con l’avvio delle consegne della Ferrari F80 cominciano a vedersi le prime specifiche insolite del modello. Per questa supercar è facile aspettarsi delle configurazioni molto particolari e su misura. Qui, infatti, il livello di personalizzazione raggiunge vette molto alte, in linea col prestigio del mezzo. David Lee ha voluto esplorare nuovi sentieri creativi.

Il famoso collezionista ed uomo d’affari statunitense, nato però ad Hong Kong, guida una holding che si occupa di alta orologeria, gioielleria, costruzioni e molto altro. Nel suo garage c’è una collezione di Ferrari a dir poco strepitosa. Entrare nella sua rimessa, anche in modo virtuale, è come tuffarsi in un paese delle meraviglie. La raccolta è in costante crescita ed aggiornamento.

Con l’arrivo della F80, la serie delle “big six” si completerà. Delle altre cinque nate prima di lei, possiede esemplari nelle due tinte da lui preferite: il Rosso Corsa e il Giallo Modena, che vestono la carrozzeria delle sue GTO, F40, F50, Enzo e LaFerrari. Per il nuovo “giocattolo”, di prossima consegna, Lee ha scelto invece una strada cromatica diversa, come già fatto in precedenza con la splendida Daytona SP3. Forse qui si accontenterà di un solo esemplare, ma fatico a crederci.

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In attesa dell’ingresso fisico nel suo garage, la Ferrari F80 a lui assegnata dalla casa di Maranello è stata immaginata da @assentral.speclab, con alcuni render, in una sorta di shooting con le antesignane, scelte in questo caso nella tinta più identificativa delle auto di Maranello. Le specifiche su misura creano uno stacco visivo addirittura maggiore rispetto alle forme, nonostante queste siano di rottura. Evidente il potere visivo dell’allestimento, che si distingue in modo netto da quanto già visto.

Essendo un tradizionalista, preferisco i già citati Rosso Corsa e Giallo Modena, ma qui si è cercata l’unicità, percepibile anche a grande distanza. Il mondo è fatto di scelte e il committente ha preferito orientarsi in questo modo, nel caso specifico. Io mi sarei mosso diversamente, ma veleggio nell’universo dei sogni ad occhi chiusi, al contrario di Lee, che i suoi slanci onirici li trasforma in materia. Che dire? Beato lui.

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La sua Ferrari F80 ha un trattamento della carrozzeria che lascia la fibra di carbonio a vista: un fatto estremamente raro, perché un privilegio del genere non viene concesso a tutti clienti. I giochi cromatici intrecciano le nuance, in un gioco di colori e di sfumature, sapientemente stilizzate e con riusciti gradienti, per evidenziare il design aeronautico conferito al modello da Flavio Manzoni e dal suo team. La sigla dell’auto, riportata sulla parte alta dell’alettone attivo posteriore, sigilla orgogliosamente la composizione. Nell’abitacolo spicca il sedile in Rosso Alcantara del pilota, ma cattura gli sguardi anche la targa con dedica al proprietario. Sarebbe interessante conoscere il vostro punto di vista sulla configurazione.

Ricordiamo che la Ferrari F80 è la nuova supercar di punta del “cavallino rampante”. Con lei gli uomini di Maranello hanno spinto ancora più in alto l’asticella ingegneristica e prestazionale. Il salto in avanti è stato di portata quantica, anche a costo di sacrificare in parte il design e la consolidata tradizione dei motori più frazionati. Qui, infatti, le danze sono animate da un V6 biturbo e ibrido, da 3.0 litri di cilindrata, abbinato alla componente elettrica. Il powertrain sviluppa una potenza complessiva di 1.200 cavalli. Ben 900 sono quelli che arrivano dall’unità termica.

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Di riferimento le performance, con un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 2.1 secondi, da 0 a 200 km/h in soli 5.75 secondi e una velocità massima di 350 km/h. Sono dati pazzeschi, ma non quanto il tempo sul giro messo a segno sulla pista di Fiorano: 1’15″30. Siamo tra la FXX e la FXX K, oltretutto con coperture stradali. Credo non occorra aggiungere altro.

La Ferrari F80 incarna il meglio dell’ingegneria del marchio e sfrutta in modo efficiente le sinergie col mondo delle corse, che fanno parte del DNA della casa di Maranello. Qui ci sono connessioni molto evidenti con la 499P, Hypercar più volte vincitrice della mitica 24 Ore di Le Mans, oltre che detentrice attuale del titolo iridato FIA WEC. Le sue architetture estreme, orientate alle prestazioni, ne fanno un mezzo efficiente e veloce come un bolide da corsa, ma usabile senza particolari patemi d’animo nella tela di vita quotidiana (anche se in mezzo al traffico, fra i dissuasori mal segnalati e le buche presenti su molte arterie viarie…qualche momento di ansia non si può escludere).

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Il telaio della Ferrari F80 è completamente nuovo. Sfrutta un approccio multimateriale, per mettere l’ingrediente più giusto in ogni elemento della trama. Cellula e tetto sono in fibra di carbonio e materiali compositi, mentre i sottotelai anteriore e posteriore sfruttano le doti dell’alluminio. Il peso è di 1.525 chilogrammi: pochi per una ibrida della sua stazza e con trazione integrale, anche se le antesignane segnano dati migliori alla bilancia. Le dinamiche sono particolarmente agili e si accompagnano a un piacere di guida a dir poco pazzesco. Qui il godimento sensoriale tocca il suo diapason. Al top il carico aerodinamico, con 1.050 chilogrammi di downforce a 250 km/h. Siamo su livelli di deportanza marziani, specie tenendo conto della veste stilistica abbastanza pulita, che non raggiunge però la grazia delle GTO, F40 e compagnia bella. Le forme della F80 sono comunque molto scenografiche a coinvolgenti. Col tempo faranno innamorare anche i più scettici.