La Fiat 8V Supersonic è una vettura di grande carattere estetico, che sondava nuovi territori creativi, in un’epoca in cui la casa automobilistica torinese sapeva ancora coltivare qualche forte ambizione. Nel suo stile si coglie una proiezione al futuro, ma anche una ventata di ottimismo. Siamo nei primi anni ’50, quindi non lontano dalla fine della seconda guerra mondiale, e in giro c’è tanta voglia di vivere la libertà e di creare qualcosa di bello. Il progetto “Ottovù” è coerente con questo bisogno, che diventa la sua missione.
Nel design si coglie, in modo chiaro, l’influenza dell’aviazione, quasi come un auspicio a volare alto, ma per coltivare dei bei sogni, non per sganciare le bombe. La Fiat 8V Supersonic non ha paura di apparire. Manifesta con orgoglio e fierezza il suo spirito. Qui non ci sono filtri a vincolare le emozioni e gli slanci mentali, per asservire cause sociali spesso inventate al fine di soffocare la bellezza interiore, come accade ai nostri giorni, in molte espressioni del vivere quotidiano.
La Fiat 8V Supersonic è un trionfo di coraggio. Questa vettura rivendica il suo carattere e il piacere di esprimerlo, senza finti sensi di colpa. Si vede che i suoi anni erano più genuini dei nostri. Nel video di Petrolicious possiamo ammirare al meglio le fattezze e la storia dell’esemplare protagonista delle riprese, la cui nascita risale al 1953. Parliamo di un allestimento speciale, sviluppato in 14 esemplari da Ghia, la cui firma si percepisce nelle alchimie estetiche.
Il progetto grafico è di Giovanni Savonuzzi, uno stilista con esperienza pregressa nel mondo dell’aeronautica. La connessione coi velivoli alati si coglie, in modo marcato, sin dal primo colpo d’occhio. Il design all’avanguardia della carrozzeria, che in questa interpretazione di Ghia sposa lo stile Jet Age, piacque a molti, compreso il famoso progettista della General Motors Henry S. Lauve. Fu lui il committente dell’esemplare protagonista delle riprese, nell’avvincente filmato che accompagna il post.
Sotto il carismatico cofano anteriore pulsa un motore V8 da 2 litri di cilindrata, in grado di esprimere una potenza massima di 104 cavalli, scaricati al suolo tramite un cambio manuale a quattro marce. Poi la potenza della Fiat 8V Supersonic crebbe fino a 115 cavalli, consegnando un quadro prestazionale più tonico. L’esemplare di cui ci stiamo occupando si giova della dotazione energetica meno corposa, ma questa è sufficiente a garantirgli un buon temperamento, anche se il look lascerebbe ipotizzare una grinta missilistica.
Nel corso degli anni, la vettura in esame è passata in diversi garage, subendo qualche modifica. La più rilevante è stata l’innesto di un motore Chevrolet 283 V8, che per un certo periodo ne ha animato le danze. Poi, per fortuna, la “nostra” Fiat 8V Supersonic è tornata alla configurazione iniziale, dopo un attento restauro. In questa veste e col colore delle origini fece la sua prima apparizione al Concorso d’Eleganza di Pebble Beach nel 2005.
La “Ottovù”, in tutte le sue declinazioni, nacque puntando al cuore della gente, da aprire con le chiavi della sportività visiva. Nella versione standard il debutto in società avvenne al Salone di Parigi del 1952, dove suscitò una certa curiosità nel pubblico. I numeri produttivi furono bassi, forse più del previsto, complice anche un prezzo di listino non proprio abbordabile.
Nel complesso presero forma solo 114 esemplari, fra il 1952 e il 1954. Appena 14 di questi furono carrozzati da Ghia come Supersonic. Difficile trovare altre Fiat con volumi commerciali così ridotti. La 8V è oggi molto ricercata, complice anche la rarità. Fra i suoi punti di forza, il buon comportamento stradale, in parte ascrivibile alle sospensioni a quattro ruote indipendenti, soluzione che portò all’esordio su un modello Fiat.
Fonte | Petrolicious
