In Nord America si sta assistendo a una sorta di “rivoluzione” di necessità che sta investendo previsioni e programmi dei costruttori. Stellantis, infatti, ha deciso di staccare la spina, letteralmente, a tutta la sua gamma di veicoli ibridi plug-in (anche PHEV). Jeep in testa.
La vittima eccellente è la Jeep Wrangler 4xe, che nonostante il titolo di ibrida plug-in più venduta negli Stati Uniti per tre anni consecutivi, si prepara al ritiro forzato. Insieme a lei, anche la Grand Cherokee 4xe e la Chrysler Pacifica PHEV sono destinate al viale del tramonto a partire dal modello 2026.

Il motivo ufficiale sarebbe un cambiamento nella domanda dei clienti. Più comprensibile invece il fatto che il credito d’imposta federale di 7.500 dollari sia svanito come neve al sole a fine settembre. Fatto sta che Jeep ha già rimosso i modelli 4xe dal suo sito web. Al loro posto, Stellantis intende concentrarsi su soluzioni giudicate più competitive, come i veicoli ibridi tradizionali e quelli ad autonomia estesa (EREV), seguendo a ruota la strategia di Ford.
Il futuro dei veicoli completamente elettrici (i BEV a batteria) non appare molto più radioso. Nonostante la Jeep Wagoneer S sia ancora ordinabile per il 2026, le sue vendite dello scorso anno, appena 10.864 unità in un “mega mercato” come quello statunitense, non ispirano esattamente brindisi a base di champagne.

Stellantis si è limitata a un diplomatico “non facciamo speculazioni sui piani futuri”, che sembra più un sinistro presagio che un’affermazione semplicemente moderata. Persino il mastodontico pick-up Ram 1500 REV è finito nel dimenticatoio, con lo sviluppo interrotto già a settembre. L’unica nota di colore resta il Jeep Recon EV 2026. Con un prezzo di partenza di 65.000 dollari, 650 CV e portiere rimovibili per gli amanti del fuoristrada open-air, il Recon proverà a dimostrare che l’elettrico può ancora avere senso nel fango.
