Il 2025 non sarà certo ricordato per essere stato l’anno d’oro per Stellantis. Se alla fine del 2024 l’ex CEO Carlos Tavares elogiava l’obiettivo del 20% di immatricolazioni elettriche in Francia, il 2025 ha visto la strategia di elettrificazione schiantarsi contro un muro.
Nonostante l’invasione di nuovi modelli, il volume delle vendite di veicoli elettrici è sceso del 12,5%, passando da 90.050 a 78.814 unità. Un dato che mette pressione al nuovo CEO, Antonio Filosa, chiamato ad arginare una falla che appare preoccupante, anche se è stata data una tregua europea sugli obblighi del 2035.

La decantata strategia multi-energia, quella che vuole offrire lo stesso modello in salsa benzina, ibrida o elettrica, si sta forse rivelando un’arma a doppio taglio. I clienti, potendo scegliere, scelgono sempre meno la “spina”. E i numeri sono impietosi: la Fiat 500e è crollata (di nuovo) del 70%, la Opel Corsa elettrica del 71% e la Peugeot e-208 del 39%. Persino i nuovi lanci come la Citroën ë-C3 hanno visto la loro quota interna di versioni elettriche dimezzarsi rispetto alle aspettative iniziali.
Ancora più scioccante e prevedibile è il caso Abarth. Il passaggio al 100% elettrico è stato un vero suicidio commerciale. Con appena 564 veicoli immatricolati, con la metà che sono auto-immatricolazioni dei concessionari, il brand ha venduto solo 272 auto reali a clienti privati. Praticamente una rarità da collezione, ma per i motivi sbagliati.

Mentre Stellantis annaspa, il Gruppo Renault festeggia. Con soli tre marchi contro la corazzata di Stellantis, Renault è riuscita nel sorpasso storico nel mercato francese degli elettrici (81.271 veicoli contro 78.814). La differenza non è solo nel volume, ma nella traiettoria: mentre la quota di mercato elettrica di Renault sale di 6 punti, quella di Stellantis scende, rendendo la situazione decisamente allarmante. Almeno se parliamo di quella direzione carica di investimenti per un futuro elettrico.
