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Lancia Delta HF 4WD: compleanno per la madre di una stirpe gloriosa

Non ha il vigore estetico della HF Integrale e neppure il suo tono prestazionale, ma la Lancia Delta HF 4WD sa farsi apprezzare.

Lancia Delta HF 4WD
Foto Stellantis Heritage

La Lancia Delta HF 4WD festeggia il suo quarantesimo compleanno. Una ricorrenza importante, che merita di essere celebrata con tutti gli onori, perché da qui prese le mosse una leggendaria stirpe di auto da gara, capaci di dominare la scena nell’universo dorato dei rally.

Questa berlina fu lanciata nel mese di maggio del 1986, per rimanere in listino fino al 1988. Rispetto alle sorelle ordinarie, aveva un’anima molto più sportiva, annunciata anche sul piano estetico. Da lei furono derivate le versioni da corsa, che entrarono in azione nelle prove speciali, facendo valere la loro legge.

Il suffisso finale della sigla sta per “four wheel drive”, ossia per quattro ruote motrici. Quella della Lancia Delta HF 4WD era una trazione integrale permanente, di grande potenziale dinamico. In virtù delle performance, i vertici aziendali decisero di portare in gara la loro auto, con un allestimento specifico per il Gruppo A. Fu una scelta azzeccata, visti i risultati raccolti dal modello nei vari contesti agonistici.

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Il debutto nel Campionato del Mondo Rally prese forma nel 1987. In quella stagione fu assegnata alle doti di guida di indiscussi assi del volante, come Juha Kankkunen, Markku Alén e Miki Biasion. La gloria baciò subito la vettura torinese che, nell’anno d’esordio, vinse 9 corse, un titolo costruttori e un titolo piloti, con il già citato Kankkunen.

Lancia Delta HF 4WD
Foto Stellantis Heritage

Durante il campionato 1988, dopo aver raccolto altri due trionfi, la Lancia Delta HF 4WD venne sostituita dalla ancora più efficace HF Integrale, che seppe regolare con autorevolezza le ritrovate ambizioni dei rivali, soffocandole sonoramente. Iniziò una nuova sfilza di successi per la casa automobilistica torinese, che tornò ad essere la regina delle gare su strada.

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La Lancia Delta HF 4WD, nella versione da corsa, prese idealmente il posto della S4, tagliata fuori dai giochi per la soppressione del Gruppo B. Come già scritto, la nuova creatura aderiva al capitolato di Gruppo A, che ridimensionava enormemente la forza esplosiva delle sofisticate vetture protagoniste dei rally negli anni precedenti. Qui tutto era molto meno estremo, ma il ritmo di gara non era certo da autobus di linea.

I regolamenti tecnici prevedevano che per l’omologazione dovessero essere prodotti 5000 esemplari in dodici mesi. La potenza massima non poteva superare i 300 cavalli e il peso non doveva spingersi sotto la soglia dei 1035 chilogrammi. Con queste novità la Federazione cercò di rendere le auto da gara più sicure per gli equipaggi e anche per il pubblico. I requisiti furono ossequiati in pieno dalla Lancia Delta HF 4WD.

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Anche in Gruppo N, la vettura torinese diede prova di alto profilo competitivo, a riprova del valore intrinseco del mezzo, in grado di raggiungere le vette prestazionali persino nelle configurazioni più simili al prodotto di serie. Evidentemente la base era buona, al di là di tutte le chiacchiere da bar che inondano i social. Con lei, Alex Fiorio si impose nel Campionato del Mondo Rally Produzione, riservato appunto alle auto poco modificate rispetto all’allestimento standard.

Lancia Delta HF 4WD
Foto Stellantis Heritage

Incredibile il modo in cui i tecnici della casa fondata da Vincenzo Lancia seppero creare la famiglia di vetture da rally più vincente nella storia dei rally (tra 4WD e Integrale), partendo da una compassata berlina a due volumi, imparentata con la vecchia Ritmo. Una conferma di quanto in Italia si sappiano fare dei miracoli, quando si vuole.

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Come già scritto, il lancio della Lancia Delta HF 4WD avvenne nel corso del 1986. La rapidità con cui prese forma il suo progetto trovava spiegazione nell’uso di materiali e tecnologie già disponibili in house. Sulla nuova nata vennero infatti trapiantati il motore della Thema Turbo i.e. e la trazione integrale della Prisma 4WD, resa più sportiva dall’adozione di un differenziale Torsen al retrotreno. Le basi per un’ottima vettura da gara c’erano tutte. I vertici aziendali credettero nel suo potenziale e diedero il via al progetto agonistico, che si dimostrò subito vincente.

Già nella gara di esordio giunse un bel trionfo, che umiliò la concorrenza. A rendere più importante quel risultato ci pensò la cornice in cui maturò: il leggendario Rally di Monte Carlo, nell’edizione 1987 della sfida del Principato, dove il modello ottenne addirittura una doppietta. Sul gradino più alto del podio giunsero Biasion e Siviero, seguiti dai compagni di squadra Kankkunen e Piironen. Solo terzi i tedeschi Röhrl e Geistdörfer, staccati di oltre 4 minuti con la loro Audi.

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A fine stagione giunsero due titoli iridati, grazie a 9 successi e ad importanti piazzamenti. Fu un dominio schiacciante. Da lì prese le mosse un cammino che, attraverso le evoluzioni successive, battezzate HF Integrale, portò complessivamente al marchio piemontese ben sei campionati mondiali della specialità, fra il 1987 e il 1992. Nella versione di Gruppo A, la Lancia Delta HF 4WD sviluppava 265 cavalli di potenza massima, a 6.250 giri al minuto, contro i 165 cavalli a 5.250 giri al minuto della vettura di serie.

Fonte | Stellantis Heritage

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