La Ferrari 250 GT Berlinetta Lusso, nota anche come 250 GTL o 250 GT Lusso, è un’auto di grandissima eleganza. Il suo abito, firmato Pininfarina, si offre alla vista con seducenti alchimie, che ne fanno un capolavoro senza tempo. Sin dal debutto, al Salone di Parigi del 1962, questa vettura è entrata nel cuore della gente, raccogliendo i favori del pubblico. Ora un esemplare della specie si prepara a passare di mano, nell’asta di Rétromobile Paris 2026, a cura degli specialisti di Gooding Christie’s. L’appuntamento è per il 29 gennaio, all’Expo Porte de Versailles.
A stuzzicare gli appetiti dei collezionisti sarà la Ferrari 250 GT Berlinetta Lusso con telaio 4837 GT, la cui carrozzeria è vestita da un intrigante colore Blu Sera, abbinato a interni in pelle Beige. La sua nascita risale al 1963, quando uscì dalla linea produttiva di Maranello. Nel 2017 è stata sottoposta a scrupolosi lavori di restauro, compiuti nel reparto Classiche della casa del “cavallino rampante“, alla “modica” cifra di 284 mila euro. Un valore aggiunto, come la documentazione fornita dallo storico Marcel Massini e la certificazione degli specialisti interni del marchio emiliano.
La scheda di vendita mette in risalto la capacità del modello di essere a suo agio tanto su un passo di montagna impegnativo quanto in una sofisticata soirée. La grande versatilità sportiva e la preziosa classe dell’opera, fanno della Ferrari 250 GT Berlinetta Lusso una perfetta interprete dello spirito della Dolce Vita. Questa coupé, carrozzata da Scaglietti, potrebbe scatenare una forte corsa al rialzo nelle offerte. Gli esperti stimano un valore di aggiudicazione compreso fra 1.250.000 e 1.750.000 euro.
Non sappiamo se sia previsto un prezzo di riserva, ma non c’è dubbio sul fatto che gli operai, gli impiegati, i piccoli artigiani e i piccoli commercianti siano impossibilitati a spingersi verso cifre del genere, a meno di un lascito o di una improbabile vincita alla lotteria. Gli appassionati più dotati sul piano finanziario, invece, potranno tentare l’impresa dell’acquisto, per arricchire ulteriormente la loro raccolta o per entrare in pompa magna nel settore delle auto storiche.
Prodotta in 350 esemplari, la Ferrari 250 GT Berlinetta Lusso delizia gli occhi con i suoi tratti perfettamente bilanciati. Molto sinuose le alchimie dei volumi, che profumano di stile. Ad animare le danze del modello provvede un motore V12 da 3.0 litri di cilindrata, alimentato da tre carburatori Weber 36 DCS. Questo monumento ingegneristico sviluppa una potenza massima di 240 cavalli a 7.000 giri al minuto, elargiti al sistema emotivo con grande vigore e con preziose sonorità meccaniche.
Buona la funzionalità del cambio manuale a 4 marce, adatto a sfruttarne il potenziale, nel quadro della specifica destinazione del mezzo. L’azione frenante fa capo a quattro dischi Dunlop, efficaci nel loro compito. Fra le particolarità della Ferrari 250 GT Berlinetta Lusso merita una menzione anche il comfort offerto dall’abitacolo, decisamente arioso per una coupé, grazie ai montanti incredibilmente sottili. Di questa sportiva si innamorarono tanti personaggi. Steve McQueen ne ebbe una, con cui fu protagonista di un servizio glamour sulla rivista Esquire, negli anni ’60.
L’esemplare di cui ci stiamo occupando fu venduto nuovo tramite la concessionaria Ferrari di Bologna, nell’ottobre del 1963 a Renzo Pavanello, un rinomato scultore del vetro residente nella zona. Poi diversi cambi di proprietà, che hanno accompagnato l’auto fino ai nostri giorni, con vari outfit, sul piano cromatico. Durante il processo di restauro eseguito dal reparto Ferrari Classiche, l’auto è ritornata alla veste originaria.
Notevoli gli aspetti dinamici del modello, alla cui efficacia concorre il passo corto da 2.400 millimetri, come sulle sorelle SWB dall’indole più racing. Di riferimento il quadro prestazionale, almeno per i suoi tempi. La bontà del pacchetto fu confermata negli impieghi sportivi, con la versione Competizione. Oggi la Ferrari 250 GT Berlinetta Lusso è molto ricercata dai collezionisti, perché è un pezzo di storia importante della casa di Maranello.
Fonte | Gooding Christie’s
