L’Italia del 1956 era un Paese che non faticava più, ma che correva, soprattutto verso il triangolo industriale Milano-Genova-Torino. In un’epoca in cui si migrava con la speranza in valigia e un dialetto tutto nuovo da capire quando si arrivava a destinazione (una storia tutta italiana), la popolazione di Torino aumentava a dismisura in pochi anni e le fabbriche come Mirafiori diventavano “città nella città”. In questo caos creativo e produttivo, servivano auto per tutti e Fiat fu la risposta che tutti conosciamo.
Dalle 200.000 immatricolazioni del ’56 si sarebbe passati al milione solo dieci anni dopo. Arriva in questo contesto molto movimentato la Fiat 600. Nata dal genio di Dante Giacosa nel 1955 per sostituire la Topolino, la 600 era il miracolo dello spazio. Lunga solo 3,20 metri era capace di ospitare quattro persone grazie al motore posteriore da 633 cc e 21,5 CV.
Piaceva a tutti e, inevitabilmente, divenne il simbolo del boom economico, vendendo oltre due milioni di esemplari prima di cedere il passo alla Fiat 850. Ma la vera sorpresa arrivò il 4 gennaio 1956 con la 600 Multipla.

Definita la “mamma” di tutte le monovolume, la 600 Multipla era un oggetto misterioso dal muso piatto e la coda spiovente. Giacosa, decidendo di ignorare le leggi dell’aerodinamica per assecondare la pura praticità, spostò l’abitacolo sopra l’asse anteriore. Si ottenne così un’auto polivalente che poteva trasportare 400 kg di merce o trasformarsi in due cuccette ribaltando i sedili. Per i tassisti era un sogno grazie ai sei posti in tre metri e mezzo di lamiera d’acciaio.
Con una velocità massima di 90 km/h e una tendenza al surriscaldamento che richiedeva feritoie generose sul cofano, non era esattamente un fulmine, e il prezzo di 730.000 lire (contro le 590.000 della berlina) la rendeva praticamente un lusso per pochi audaci.

Non fu un successo immediato, e la linea “particolare” fu capita solo decenni dopo, ma oggi la storia e i collezionisti le danno ragione. Se negli anni Sessanta era una scelta strana, oggi un collezionista può sborsare oltre 25.000 euro per portarsi a casa questo pezzo di intelligenza firmata Fiat. Cosa divenne, poi, nel 1996 il nome Multipla, è un’altra (grossa) storia.
