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Ferrari F80: anche in scala è un gioiello di alto lignaggio

Auto come la Ferrari F80 fanno sognare in tutte le dimensioni, nel senso letterale del termine.

Ferrari F80
Foto da profilo Facebook Amalgam Collection

Anche in formato ridotto la Ferrari F80 può rimanere un sogno per i comuni mortali, specie se la riproduzione è eseguita allo stato dell’arte. Il prezzo della magnifica replica in scala 1:8 firmata da Amalgam Collection è infatti pari a 19.495 euro. Questa cifra riflette gli straordinari livelli dell’opera, ma crea delle barriere di acquisto molto alte, come è giusto che sia per un prodotto che incarna le note dell’eccellenza. La possibilità di effettuare lo shopping in 4 rate senza interessi non allarga le maglie, specie per chi vive di un reddito normale.

Per dare vita a questo modello da salotto ci vogliono molte giornate di lavoro, a cura di abili artigiani, che plasmano la materia come se fossero orafi. Il risultato è un capolavoro lungo poco più di 60 centimetri, che nelle foto sembra l’auto vera, in assenza di riferimenti dimensionali. Solo gli occhi più allenati colgono le differenze con la “rossa” in formato reale.

Il merito, oltre che della bravura degli autori, è della felice liaison con la casa di Maranello, che ha fornito i dati CAD originali, i codici di verniciatura e le specifiche dei materiali utilizzati. Ogni componente è meticolosamente progettato, per dar vita a una riproduzione in scala della Ferrari F80 che lascia a bocca aperta. Impossibile pretendere di più. Qui si allo stato dell’arte. Prevista una tiratura limitata di 199 pezzi. Siamo sotto i livelli produttivi della vera supercar emiliana e questo giustifica ulteriormente il valore della proposta in esame.

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Nel prodotto in esame, la maestria si coniuga ad ingredienti materici di altissima qualità. Nulla è lasciato al caso, perché la massima raffinatezza non si raggiunge per virtù della fortuna. Tutte le opere di Amalgam Collection raggiungono i vertici qualitativi, ma nel caso della Ferrari F80 si doveva per forza entrare nell’Olimpo, perché questa è la “rossa” stradale più potente mai costruita. Figlia della nobile stirpe lanciata dalla GTO nel 1984, rappresenta l’alba di una nuova era tecnologica a Maranello. La sua ingegneria è di frontiera, come il livello prestazionale.

Con lei si raggiungono metriche da auto da corsa, ma la guidabilità è amichevole, pure per quanti non indossano abitualmente tuta e casco. Il modello in scala 1:8 sembra cogliere lo spirito di questo missile ruotato. Ogni dettaglio è fedelmente riprodotto, con una maestria che lascia sbalorditi. Per garantire la massima accuratezza del risultato, c’è stato un attento esame da parte dei team di ingegneria e design della casa del “cavallino rampante”. Il risultato supera le più rosee aspettative. Qui c’è quasi l’anima della Ferrari F80, auto di punta del marchio emiliano, che ha spinto l’asticella verso livelli mai visti prima. Con lei il salto sulle progenitrici è stato di portata quantica.

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Anche nel passaggio dalla GTO alla F40 e da questa a ciascuna discendente (F50, Enzo, LaFerrari) i progressi erano stati netti, ma qui ci si è spinti oltre. Il suo tempo sul giro a Fiorano è di 1’15″30. Meglio della FXX e poco peggio della FXX-K, nonostante le coperture stradali (le altre due usano le slick). Siamo 4″4 sotto LaFerrari, che faceva meglio della Enzo di 2″6. Pensando a come l’avanzamento verso il limite fisico dei mezzi renda sempre più difficili i progressi cronometrici, il fatto che a Maranello siano riusciti ad ottenere un simile balzo in avanti ha il profumo di un’impresa marziana.

Ferrari F80
Foto da profilo Facebook Amalgam Collection

Il vigore dinamico della Ferrari F80 ha la sua sorgente in un powertrain ibrido di straordinaria qualità ingegneristica, strettamente imparentato con quello della 499P, pluri-vincitrice della 24 Ore di Le Mans. L’epicentro energetico è il motore V6 biturbo e ibrido, da 3.0 litri di cilindrata, che sviluppa 900 cavalli. A questi vanno sommati i 300 cavalli messi sul piatto dalla componente elettrica, composta da assale (e-4D) e motore (MGU-K). In totale, la potenza massima al servizio del piacere è di ben 1.200 cavalli. Mai una “rossa” stradale si era spinta a questi livelli prima del suo avvento.

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Ovvio che con una simile scuderia le performance siano spaziali. L’accelerazione da 0 a 100 km/h viene liquidata in 2.1 secondi, mentre dopo appena 5.75 secondi, i 200 km/h con partenza da fermo passano nel mondo dei ricordi. Si spinge oltre la soglia dei 350 km/h la punta velocistica. Numeri del genere fanno impressione, ma ancor più travolgenti sono i tempi sul giro messi a segno in pista. Chi ha guidato questa fantastica vettura ne tesse le lodi per l’eccellente feeling di guida, che rende naturali limiti fino a poco tempo fa accessibili solo alle auto da corsa.

Ottimo il lavoro del cambio F1 a doppia frizione a 8 rapporti, che passa di marcia con rapidità fotonica. Il sistema frenante non poteva che essere al top. Per la Ferrari F80 è stato sviluppato, insieme a Brembo, un impianto composto da fibre lunghe di carbonio, che garantiscono una migliore resistenza (+100%) e conducibilità termica (+300%) rispetto alle soluzioni precedenti. Anche il telaio di questa “rossa” profuma di motorsport. La cellula centrale è in fibra di carbonio e materiali compositi. Ad essa sono ancorati due sottotelai, anteriore e posteriore, in alluminio. I tecnici, con grande intelligenza, hanno sposato un approccio olistico di matrice altamente scientifica, per mettere il materiale più giusto in ogni elemento della composizione.

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La robustezza dello chassis, la straordinaria efficienza aerodinamica (con downforce da corsa), il perfetto bilanciamento dei carichi e l’efficienza delle sospensioni attive concorrono all’incredibile handling del modello. Purtroppo, per raggiungere i più alti standard prestazionali, sulla Ferrari F80 si è deciso di puntare su un’architettura diversa dall’iconico V12 e dall’amato V8, per sposare il 6 cilindri con angolo di 120 gradi fra le bancate. Lo stesso schema della già citata 499 P, Hypercar di straordinario valore agonistico.

Eccellente la guidabilità della Ferrari F80, progettata per estrarre il più alto livello di performance, senza penalizzare il comfort. Purtroppo lo stile non è eccitante come quello della GTO e della F40, giusto per fare un paio di esempi, ma qui ha prevalso l’ingegneria dei flussi, che ha dettato legge in ambito stilistico, limitando i preziosismi espressivi. Il suo lessico è diverso. Non è elegante e, forse, non fa innamorare al primo colpo, ma la fiamma arderà anche qui: basterà solo metabolizzare le sue note stilistiche, per farla entrare nel cuore. L’acquisto della vettura reale è stato riservato a pochi eletti, strettamente legati al “cavallino rampante” da un ciclo di acquisti stratificato. Il modello in scala 1:8 proposto da Amalgam Collection potrebbe essere un’alternativa, per sognare in formato ridotto, ma anche qui il prezzo non è per tutte le tasche.

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Fonte | Amalgam Collection

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