Nell’anno in cui la Lancia Fulvia Coupé spegne le sue prime 60 candeline, un evento in suo onore prenderà forma in alcuni luoghi della Targa Florio. L’appuntamento è per domenica 30 novembre, quando una rappresentanza di esemplari della specie, in compagnia di alcune sorelle con lo stesso nome, si concederà un tuffo nel cuore della storia.
Il raduno, organizzato dal Lancia Fulvia Club Sicilia e dal Club Automoto d’Epoca Antichi Motori, prenderà le mosse dal Museo del Motorismo Siciliano e della Targa Florio di Termini Imerese, dove gli equipaggi convergeranno per incontrarsi e per vivere i primi emozionanti momenti del meeting. Una splendida Fulvia Coupé Safari, esposta nel complesso museale, prenderà parte alla manifestazione. Il rendez-vous termitano è fissato per le 9.30.
La marcia proseguirà inizialmente nello stesso comune, fino alle tribune di Floriopoli. Qui avverranno degli scatti di gruppo e prenderanno forma delle riflessioni sul tempio siciliano del motorsport, finalmente destinato ad un recupero lungamente atteso. Le nuove strutture si proietteranno nella modernità, ma nel pieno rispetto della matrice di un luogo che è sacro per gli appassionati.
Nelle fasi a seguire il corteo delle Lancia Fulvia Coupé (e company) si muoverà alla volta di Campofelice di Roccella, altro luogo della Targa Florio, per un paio di appuntamenti. Il primo in piazza Garibaldi, alle 11.30. L’altro, un’ora dopo, all’Atelier di Serafino Barbera, che fa parte del circuito museale ASI (Automotoclub Storico Italiano).

L’evento offrirà dei momenti di amore autentico per le auto e le corse, riannodando idealmente i fili della storia, in contesti ambientali dove si respira la magia dell’automobilismo più nobile. Protagonista principale del tributo sarà la Lancia Fulvia Coupé, in occasione del suo sessantesimo compleanno. Quest’auto fu la regina dei rally, ma entrò in scena anche nella mitica gara su strada siciliana.
Felice interprete dello spirito sportivo del marchio portato in dote, è oggi una specie di icona della casa automobilistica torinese. Gli appassionati ne apprezzano le doti e vivono la sua presenza con entusiasmo. Grande l’interesse che suscita in ogni contesto ambientale. Nei raduni guadagna sempre un buon numero di sguardi, pur in presenza di mezzi più esclusivi e prestigiosi al suo fianco. Del resto, stiamo parlando di un’auto dal DNA vincente.
Il suo debutto in società avvenne nel 1965. Anche se le forme della Lancia Fulvia Coupé non sono degne di un museo di arte, hanno la loro dose di fascino. Qui, a fare la differenza, ci pensa il carattere inconfondibile dei tratti. Impossibile confondere questa vettura con altre. I volumi sono ben amalgamati fra loro, nonostante il padiglione a torretta, che dona forte identità espressiva alla carrozzeria. Il design punta sulle linee essenziali, ma i muscoli si percepiscono già ad uno sguardo distratto e superficiale.
Ai suoi tempi l’impronta stilistica piacque, concorrendo al successo commerciale del modello, che trovò una calda accoglienza nella clientela. L’immagine trasse giovamento dagli strepitosi successi raccolti sui campi di gara. Tutti sanno quanto efficace fu la sua azione nei rally. La Lancia Fulvia Coupé fece il suo sbarco in società con un motore a 4 cilindri da 1.216 centimetri cubi, in grado di sviluppare una potenza massima di 80 cavalli, su un peso di appena 950 chilogrammi. In questa veste, la punta velocistica si fissava a quota 160 km/h.

Nel 1966 i cavalli divennero 88, con l’arrivo della versione HF prima serie, che aveva più brio della sorella base, anche in virtù della superiore leggerezza. Cosa, quest’ultima, resa possibile dall’uso di cofani e portiere in Peraluman, oltre che di un allestimento più “corsaiolo”. Nel 1987 giunse l’unità propulsiva da 1.298 centimetri cubi, con 87 cavalli al servizio del piacere. Questa versione prese il nome di Rally.
Poi lo stesso cuore fu potenziato a 101 cavalli, per dar vita alla seconda generazione della HF, più vigorosa e sportiva. Negli allestimenti agonistici, questa versione, davvero tonica, mise a segno una copiosa quantità di successi. Diverse le varianti offerte negli anni. Per conoscerle meglio vi invitiamo a leggere il precedente post sul tema, così avrete il quadro completo. Nel 1969 giunse la Lancia Fulvia Coupé Rally 1.6 HF, con unità propulsiva da 1.584 centimetri cubi, in grado di sprigionare 120 cavalli di potenza massima, su un peso di appena 850 chilogrammi.
La versione da gara di questo allestimento si spinse a 160 cavalli e diede molte soddisfazioni alla casa torinese. Il ricco filone di successi raccolti dalla vettura raggiunse il suo apice col titolo costruttori nel Campionato del Mondo Rally (chiamato Internazionale) del 1972. Sandro Munari fu il suo migliore compagno d’avventura. Come riferito in un’altra circostanza, oggi questa vettura, insieme alla Stratos, alla Rally 037, alla Delta S4 e alle varie Delta di Gruppo A, appartiene al cerchio magico del marchio. Che dire? Chapeau!
