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Stellantis: vendite in calo del 15,9% in Italia nel 2022

Nel 2022 in Italia calano le vendite del gruppo Stellantis che registra -15,9%

Stellantis

Arrivano cattive notizie per Stellantis dall’Italia. Infatti secondo i dati ufficiali di vendita, le immatricolazioni del gruppo automobilistico nel nostro paese sono scese del 15,9 per cento nel 2022, come confermato nelle scorse ore dalla stessa casa automobilistica.

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Nel 2022 in Italia calano le vendite del gruppo Stellantis che registra -15,9%

  Il gruppo Stellantis ha immatricolato in Italia 461.178 auto nel 2022, in calo del 15,9 per cento rispetto al 2021. La loro quota di mercato è stata del 35,1 per cento rispetto al 37,8 per cento registrato dal gruppo nel 2021. A dicembre le immatricolazioni del gruppo sono state 32.420, il 2,3 per cento in più rispetto allo stesso mese dello scorso anno, con la quota che è scesa dal 36,6 per cento al 31,2 per cento.

    Le vendite complessive di auto italiane sono diminuite del 9,7 per cento nel 2022, ma sono aumentate del 21 per cento a dicembre, hanno affermato fonti del settore. Questo significa quindi che il calo del gruppo automobilistico nato nel gennaio del 2021 dalla fusione di PSA e Fiat Chrysler Automobiles è stato maggiore di quello del mercato nel suo insieme.

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   Ricordiamo inoltre che in termini di vendite globali di veicoli nel 2021, Stellantis è stata la quinta casa automobilistica più grande del mondo dietro Toyota, Volkswagen, Hyundai e General Motors.

Stellantis Logo

    Ricordiamo che Stellantis dispone di ben 16 marchi: Abarth, Alfa Romeo, Chrysler, Citroën, Dodge, DS, Fiat, Fiat Professional, Jeep, Lancia, Maserati, Mopar, Opel, Peugeot , Ram e Vauxhall. Al momento della fusione, Stellantis aveva circa 300 mila dipendenti, una presenza in più di 130 paesi con impianti di produzione in 30 paesi. Si spera naturalmente che le cose in Italia per il gruppo automobilistico possano migliorare già a partire dai primi mesi del 2023. L’anno che è appena iniziato si prospetta ricco di novità per l’azienda del CEO Carlos Tavares e questo ovviamente fa ben sperare.

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