Alla Milano Design Week la Fiat ha deciso di mettere la tuta da ginnastica alla sua “scatola” elettrica. Non c’è da aspettarsi che corra più forte, però. La Topolino Sport Edition è l’ultimo manifesto di marketing torinese che punta dritto al cuore della Gen Z, cercando di vendere il concetto di “Sport Heritage” applicato a un mezzo che, comunque, non supera i 45 km/h.
Sotto una livrea dedicata che esalta le linee tondeggianti e cerchi dal disegno sfizioso, la sostanza tecnica resta infatti immobile. Stesso powertrain e medesima batteria da 5,4 kWh. È un’operazione di puro maquillage estetico che trasforma il quadriciclo elettrico in un accessorio di moda urbana, un omaggio allo storico “Cinquino” che cerca di mascherare con il colore la realtà di una mobilità urbana, alla fine della fiera, piuttosto piatta.

Questa speciale Topolino arriverà probabilmente nelle concessionarie nella seconda metà dell’anno per chi vuole sentirsi audace nel traffico. Per qualcuno, per essere “sportivi”, può bastare un dettaglio a contrasto e un po’ di allegria italiana.

Il contesto dentro cui è stata presentata la Topolino Sport Edition è lo spazio CIAO FUTURO!, è ospitato da Magna Pars. L’inaugurazione porta tre firme che da sole raccontano un’intenzione precisa: Olivier François, CEO di Fiat, François Leboine, Head of Design, e il Maestro Giorgetto Giugiaro.
Il concept dello spazio è un viaggio nel DNA del marchio come interprete della mobilità urbana. La narrativa ufficiale parla di come Fiat abbia costantemente risposto alle esigenze in evoluzione delle città, e di come le città stesse siano state plasmate da Fiat. Sarà anche retorica da comunicato stampa, ma quando hai la 500 del 1957 e la Panda degli anni Ottanta parcheggiata lì davanti, quella retorica diventa difficile da contestare.

In scena, oltre la Sport Edition, è arrivata anche la Topolino Corallo, oltre ai tre concept di mobilità urbana firmati da studenti di IED e ISIA, selezionati come finalisti e messi al voto del pubblico per tutta la durata della Design Week. Il primo è IPPO, di Luca Di Tonto e Alessio Vasta, LUMO SU MISURA, di Elettra Cappugi e Daniel Saviuc, FIZZ, di Gabriele Menozzi.
